giovedì 31 luglio 2008

Schegge di stella (73)

Il Disgregamento colpì improvviso questa terrà, strappandola al continente per gettarla nel cielo. Fu un giorno di magia e le regole della natura vennero sovvertite: gli uomini rimasti su quella che stava diventando l'isola di Arkon furono decimati da scosse di terremoto e tempeste; gli animali impazziti per la paura presero a lottare tra loro e a scappare in ogni direzione; le piante avvizzirono o divennero improvvisamente enormi e pericolose. Pericolose in un modo orribile che non oso nemmeno ripetere.
I superstiti affollarono le scogliere della malinconia mentre il continente si allontanava di giorno in giorno, isolandoli sempre di più e consegnandoli come era accaduto ad altri prima al destino comune di Asteria.
Il nostro popolo, rassegnato, scelse di spostarsi nelle terre del nord mentre altri fondarono la comunità che poi si è trasformata nella città di Arkon.
A quegli eventi seguirono anni bui, che non sono mai terminati.
L'anziano fece una piccola pausa, si alzò in piedi puntando a terra un bastone nodoso, e iniziò a camminare lungo il cerchio di persone che cingeva a pochi metri il fuoco.
Nessuno osava intervenire, nè tra i membri del consiglio nè tra la gente comune. Alcuni barbari stringevano le loro donne cercando in loro la forza che mancava a braccia possenti, altri chinavano la testa cercando la solitudine, i bambini che si erano raccolti tutti assieme pareva avessero perso la voglia di giocare.
Quello non era un popolo fiero e orgoglioso, pensò Eva dentro di sè, era un gruppo di sopravvissuti che stava perdendo la speranza.

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