Andiamo con loro, disse Francesca con tono deciso.
Hai ragione Alan, in effetti la storia di Arkon ha molto da insegnare sull'arte della guerra, sulla diplomazia e sui grandi pericoli che da sempre minacciano chi vive in pace. Nella biblioteca di corte ci sono volumi che parlano di fatti avvenuti in luoghi lontani, delle grandi filosofie, della natura che ci circonda, ma ci sono anche scritti che riguardano i fatati, in particolare chi tra loro ha influenzato in maniera importante la storia degli uomini.
In fondo all'ala est, nello scaffale vicino alla finestra accanto al Grande Atlante di Asteria c'è un libro rilegato con del tessuto blu notte. Lo ricordo molto bene perchè il capo bibliotecario lo nascose con cura, come faceva con tutti i libri che riguardano i fatati, ma io ero curiosa e me ne accorsi. Il libro parla dell'Elfo Nero.
Pare sia nato secoli fa, molto prima dell'inizio del disgregamento, dall'incubo di un bimbo che aveva perso la sua famiglia e da qualcos'altro di cui, forse intenzionalmente, si è persa la memoria. Partecipò a molte guerre, spargendo morte e violenza per il puro gusto di distruggere finchè nessun re, nemmeno il più malvagio, osò più stringere allenze con lui.
Era abbastanza forte da far paura a qualunque mortale e la sua ambizione crebbe in continuazione, di conquista in conquista.
Per fermarlo alfine si mosse la Signora di Boscoscuro di Tule, che ebbe la meglio a caro prezzo. Da allora l'Elfo Nero agisce nell'oscurità, in cerca di potere, di un'arma con cui sconfiggere l'unica creatura più forte di lui nel creato.
Non ho una soluzione al nostro problema Alan; so solo che non possiamo permetterci di non agire.
mercoledì 20 febbraio 2008
Schegge di stella (54)
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