La sera aveva trasformato le colline in mezzelune appena abbozzate e la torre sembrava una scheggia scura che puntava al cielo. Si era alzato un vento gelido, che non riusciva però a trascinare via la coltre pesante di quei luoghi.
Alla fine Francesca non aveva resistito e si era allontanata di nascosto dai barbari, per raggiungere Alan e Manuela e combattere con loro. Da piccola era sempre stata molto brava a sgattaiolare dentro e fuori da casa senza che sua madre se ne accorgesse; qualche settimana prima era persino sfuggita ai briganti nel bosco e ora avvicinarsi alla viverna non le sembrava molto più difficile. Che senso avrebbe avuto essere arrivata fin lì se poi fossero stati solo gli altri a combattere questa battaglia?
Mentre avanzava lenta controllò che il pugnale che Alan le aveva affidato qualche giorno prima fosse ancora al suo posto e ripassò mentalmente i consigli del cacciatore.
In realtà Francesca sapeva che il suo contributo allo scontro sarebbe stato assolutamente nullo, ma i libri le avevano insegnato che ogni tanto le guerre si vincono anche senza usare le spade e forse lei questa sera avrebbe avuto la sua occasione per sentirsi utile.
Dopo pochi minuti di cammino le sembrò di intravedere delle sagome e si avvicinò per ricongiungersi ai suoi amici.
lunedì 25 febbraio 2008
Schegge di stella (56)
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1 commento:
bello! si fa entusiasmante!
magu
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