Si inoltrarono tra le colline basse e cespugliose seguendo Manuela, che camminava con passo deciso accanto ad Alan; Francesca e gli altri barbari li seguivano qualche passo indietro.
Quasi immediatamente vennero assorbiti dal biancore della nebbia e abbagliati dal bagliore della neve, che si fondevano rendendo indistinguibile la linea del terreno.
Marciarono di buon passo finchè giunsero nei pressi della loro meta.
Speriamo che il nemico non si sia già mosso, sussurrò la giovane bibliotecaria. Non riceve resoconti da alcuni giorni e potrebbe essersi già deciso a uscire allo scoperto per verificare la situazione.
Alan sorrise. In quel caso inventeremo qualcos'altro per buttare le nostre vite. Sono tempi difficili, sono sicuro che non sarà un problema.
Immagino che nessuno di voi abbia una chiara idea di cosa ci stiamo preparando ad uccidere; perlomeno io non avevo mai visto una viverna ad Arkon prima dello scontro con l'Elfo Nero.
Si tratta di una specie di grande rettile dalle scaglie rossastre, zampe artigliate e coda molto simile a quella di uno scorpione. Si muove molto rapidamente e credo che un morso gli sia sufficiente per uccidere un uomo. Come già sapete le viverne volano e quindi sarà importante finire il lavoro prima che fugga.
Pensi che sarà difficile avvicinarlo senza che se ne accorga? Chiese Manuela.
La volta scorsa era stato abbastanza semplice, ma ora siamo molti di più. Forse converrebbe andare solo in pochi, per prenderlo di sorpresa.
Va bene, rispose l'esploratrice. Andremo in quattro: io, tu e due dei miei uomini. Francesca e gli altri ci aspetterannno qui. La giovane bibliotecaria annuì e si strinse nel mantello perchè il freddo si faceva pungente verso sera. Sospirò profondamente mentre seguiva con gli occhi il gruppetto silenzioso che si allontanava.
venerdì 22 febbraio 2008
Schegge di stella (55)
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