Matthew con calma irreale prese il sacchetto con la pietra e sfilò la scheggia di stella dal suo contenitore; la strinse tra le mani mentre alcune scintille iniziavano a danzare frenetiche al suo interno e chiuse gli occhi per raccogliere le forze e concentrarsi.
Alan fece qualche passo indietro trattenendo il fiato e attese silente che fulmini e saette scendessero dal cielo a manifestare la grandezza del potere a cui il fatato aveva ora accesso. Non accadde nulla di tutto questo; o almeno non accadde nulla di cui i compagni del fatato potessero accorgersi.
Al solo contatto con la pietra la magia si riversò impetuosa in Matthew come l’acqua fa nell’alveo di un fiume, occupando ogni anfratto del suo essere e circondando la sua anima per sommergerla. Il mezzelfo però era forte, esperto nella disciplina del controllo e resistette. Con poche bracciate contrastò la corrente e la sua volontà riemerse. Matthew riaprì gli occhi e guardò lontano, più distante di quanto avesse mai fatto.
Ora tutto era più chiaro; chiunque sapesse che il sole era un’enorme lanterna appesa alla volta celeste aveva anche capito che Asteria era stata creata in un lontano passato da qualcuno o da qualche cosa. Questa consapevolezza però non aveva fatto che portare agli abitanti del mondo nuove domande, a cui nessuno sapeva rispondere. Generazioni di Lanternonomi, Disgregonomi e saggi vari avevano azzardato ipotesi fantasiose e disparate, ma prive di prove convincenti e definitive. Ma ora il fatato sapeva cosa c’era oltre il cielo, oltre le fessure delle stelle da cui proveniva la pietra: il grande mistero era svelato e lui ne era estasiato, completamente rapito.
Una trappola! Qualcosa nell’acqua lo abbrancò, approfittando della sua meraviglia, e tentò di trascinare la sua volontà a fondo. Ci furono attimi di combattimento, in un vortice di bolle d’aria, ma alla fine Matthew mise in fuga una strana creatura che era difficile descrivere.
Passò del tempo e poi sentì una voce di donna chiamarlo da ogni direzione; era Manuela, e alla fine il mezzelfo riprese definitivamente contatto con il mondo.
Quanto tempo è passato, chiese sottovoce ai suoi compagni che gli stavano tutti attorno.
Quasi un’ora, rispose Alan accennando un sorriso. Temevo volessi lasciarci tutto il divertimento ormai. Gli occhi del cacciatore erano calmi e decisi. Si sentiva vicino alla meta, al combattimento finale per cui aveva lottato a lungo, e attendeva di sapere quale sarebbe stato il suo ruolo.
Spero che a forza di dormire tu abbia tirato fuori dalla pietra qualche colpo segreto, disse ancora il cacciatore. Preferirei qualcosa di appariscente e rumoroso vista la fatica fatta per arrivare sin qui, ad esempio una bella palla di fuoco come quella grazie a cui ci incontrammo nella foresta o una luce accecante che si porti via quell’essere oscuro. Possiamo esserti utili in qualche modo?
Il mezzelfo rimase silente e per una ragione che nessuno a parte Matthew comprese davvero Manuela estrasse con fare diffidente un vecchio pugnale mentre attendeva che riprendesse a parlare. La barbara era tesa come la corda di un arco e i suoi due lupi immobili accanto a lei, pronti a scattare al minimo cenno. Il mezzelfo la guardò negli occhi e sorrise, facendole capire che per il momento era ancora in sé, e la barbara rinfoderò l’arma.
Che tutto il mio popolo pianga, disse Matthew rivoltò ad un uditorio lontano. Poiché oggi soffriremo ancora per la morte di uno di noi. L’Elfo Nero è qui Alan e mi spiace, ma dovrai trovare da solo il tuo ruolo in tutto questo perché non conosco nemmeno il mio.
Matthew sguainò la spada e indicò il versante da cui era sceso Alan e su cui ora una sagoma oscura e tenebrosa avanzava rapida nella neve.
Con l’eccezione di Francesca erano tutti esperti combattenti e si mossero come un sol uomo, andando incontro ad uno scontro ben più importante di quello che si sarebbe svolto di lì a poco tra i loro popoli.
Nelle notti precedenti avevano immaginato una battaglia campale, in cui l’Elfo Nero avrebbe guidato un’orda barbara pronta a gettarsi contro i Cavalieri dell’Alba. Gli incubi si erano affollati di gigantesche stragi perpetrate da quell’essere oscuro che falciava gli uomini di Arkon come steli di grano maturo. Molti avevano sperato che in qualche modo la battaglia si sarebbe frapposta tra loro e l’Elfo Nero, che alla fine qualcun altro sarebbe riuscito a sconfiggerlo, magari con una freccia vagante, mentre scivolava malamente su una lastra di ghiaccio o in qualche altro modo ancor più rocambolesco.
Così purtroppo non era stato ed il destino li aveva voluti protagonisti della storia del mondo fino alla fine.
L’Elfo Nero scostò il cappuccio scrutando i suoi nemici con gli occhi completamente bianchi, il viso deformato da uno strano sorriso sbilenco. Correndo in avanti slacciò il fodero dello spadone che portava sulla schiena e sguainò l’enorme lama con cui portava morte e distruzione ovunque andasse. La roteò sopra la testa come fosse stata una piuma, tenendo a distanza due barbari che tentavano di accerchiarlo e mosse verso Matthew, l’unico che potesse catalizzare la sua attenzione.
Il mezzelfo stringeva in una mano la spada e nell’altra la pietra; nei suoi occhi baluginava la fiamma di un potere misterioso. Si sentiva come se avesse fatto un passo oltre la vista e la sensazione del mondo gli arrivava come un eco su cui lui tentava di rimanere concentrato.
Alan corse al suo fianco assieme a Manuela, senz’altro pensiero che quello di porre fine a quell’essere malvagio. Era un cacciatore, non aveva una compagna o dei bambini da cui tornare, non aveva costruito nulla nei suoi vagabondaggi e quindi non temeva la morte. Nei giorni precedenti si era chiesto se avrebbe finalmente avuto il coraggio di costruirsi una vera vita nel caso fosse sopravvissuto, sperava che in qualche modo quest’avventura l’avrebbe cambiato dall’esterno. Era strano come la temerarietà di questo momento in fondo nascesse dalla codardia.
Per la barbara invece era diverso, lei era all’alba di una nuova vita con suo marito, aveva moltissima paura di perdere i suoi sogni ma desiderava un futuro migliore ed era lì per questo. Aveva immaginato una vita difficile tra le montagne accanto al suo uomo, pronta a combattere le intemperie ed il passare delle stagioni, ma evidentemente anche questa era una prospettiva da conquistare e proteggere. Manuela non si era mai arresa finora, aveva difeso quel che provava da tutto e tutti e l’avrebbe fatto ancora.
L’Elfo Nero attaccò squarciando un istante che sembrava eterno.
Le lame turbinarono, incrociandosi più volte in una serie di affondi, stoccate e parate finché i contendenti arretrarono di qualche passo per riprendere fiato. Matthew in qualche modo riusciva a contrastare il sangue fatato dell’Elfo Nero, la sua invincibilità in battaglia, e i tre compagni vollero leggere un velo di sconcerto negli occhi bianchi di quella creatura. La battaglia sembrava incerta e questo era molto più di quanto avrebbero sperato settimane prima.
Alan d’istinto si guardò attorno cercando Francesca ma non riuscì a scorgerla. Forse era scappata, pensò stupito. Da un lato pensarla al sicuro era ciò che aveva sempre desiderato, dall’altro non si sarebbe mai aspettato una fuga da lei; soprattutto nel momento più importante. Per un attimo le gambe gli tremarono ma poi l’Elfo Nero si scagliò di nuovo in avanti ed i cattivi pensieri lasciarono il posto allo scontro.
Fu di nuovo un mulinare di spade, in cui si gettarono anche i barbari guidati da Manuela che però caddero uno a uno sotto i colpi del nemico. Matthew era pallido, prosciugato dalla battaglia fisica contro l’Elfo Nero e da quella mentale contro la scheggia di stella; i suoi compagni si accorsero che avrebbe ceduto da un momento all’altro.
lunedì 29 dicembre 2008
Schegge di stella (98)
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3 commenti:
Nossa senhora!
Siamo veramente alla fine??!?!?!
Bello il cambio di scena (io me lo sono immaginato cinematografico) dal gruppetto alla sagoma scura in cima alla discesa innevata!
Penso di sapere il ruolo di Francesca, ma ancora mi rimane il dubbio sulla Scheggia e sul Mondo...
curiositá, curiositá!!
Dai, dai.... nuova puntata, nuova puntata!!!
:-D
Grazie del commento! Siamo davvero alla fine credo e ho un po paura che qualcuno dei personaggi muoia, mi dispiacerebbe un sacco. Davvero hai capito il ruolo di Francesca? Aggiornami magari... io non riesco quasi più a muoverlo quel personaggio.
Diciamo che Francesca ha qualcosa in sospeso da ormai troppo tempo... e se ora non saltasse fuori... sarebbe un po´strano. Solo per questo penso che avrá un ruolo nella battaglia finale, il che spiegherebbe perché l´Elfo Nero é venuto a cercarli (ok, c´é anche Matthew, ma non penso sia solo quello, bensí Francesca).
Vediamo come va.
Certo é che se mi ammazzi qualche personaggio... potrei rifiutarmi di giocare mai piú nelle tue avventure di gdr (se, seee... i dís tuti cosí!)
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