domenica 7 settembre 2008

let me have a break ...

Lo so, non centra proprio un bel nulla con lo spirito molto giocoso e gentile del blog e probabilmente neanche con il "me" che conoscete, ma è lo stesso: me ne fotto.
Oggi ho fatto un giro per la città, così senza pianificare un bel tubo, lasciandomi andare alle facce che incontravo, al traffico, al tempo veramente da mare del nord. E' stato divertente passare la giornata a in quadrare il mondo da punti di vista un pò strani, semplicemente rimanendo spettatore del ribollire della città che mi vorticava attorno. Perchè Edinburgo, benchè il centro rimanga in un fazzoletto, non è come Trento. Edinburgo è una città viva, in cui ti puoi lasciare andare nella corrente formata dalle vite altrui, immaginando i pensieri che passano sotto i capelli scompigliati dal vento, incontrando davvero mille avventure senza cercarle.
Trento offre un sacco di diversità, sono il primo a dirlo sempre e ad incazzarmi con chi invece arriccia il naso e sbuffa, ma devi cercartele, scartabellarle in fondo a scatoloni polverosi. A Edinbugo invece ti sbattono in faccia come treni: tour organizzati nei sobborghi della città per scoprire storie dell'orrore, negozi di di "funeral directors", ragazzi che si mettono a fare yoga in attesa della madre davanti ad una porta, ristoranti indiani in cui il gestore pensa bene di servire col kilt, in modo da creare una confusione assoluta su cosa ti arriverà in tavola. E' come se ci si divertisse a stravolgere l'ovvio, il comunemente noioso, in barba al serioso monumento di Adamo Smith (pace all'anima sua, era un figo della madonna anche se all'uni mi ha fatto morire) ricoperto di sterco di piccione.
E' stata una gran giornata e a smaltire la sbornia ci metterò parecchio.

Ah, e per la foto niente di che... era in una vetrina e faceva tanto American B movie anni 70', un pò starsky e hutch. La finta provocazione, quando diventa pacchiana, è una gran cosa.

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