Dopo questa prima disavventura il soggiorno in terra straniera prese ad andare meglio. Il tipo male in arnese e la nostra presero alloggio presso un ostello, la pioggia smise di scendere e gli scozzesi si rivelarono tipi ospitali.
Paperemma ricevette qualche carezza sul becco tra uno sballottamento e l'altro ed iniziò a spuntare di tanto in tanto dalla borsa, grazie al cortese aiuto del suo compagno di viaggio.
Tutto sembrava filare liscio, finchè non entrarono in quel negozio.
Sembrava un posto qualunque sulle prime, uno di quelli in cui ci si riempie di souvenir a tema sulle università dove si capita, e Paperemma era stata in luoghi simili parecchie volte. Gli scaffali pullulavano di zaini, cravatte, kilt, portachiavi tintinnanti e persino sciarpe.
Una follia avrebbe detto chiunque, ma pareva che tutte queste cianfusaglie esercitassero una strana attrazione sugli avventori e le era capitato di vedere persone uscire con borse zeppe di strani ammenicoli come tazze, bandiere e cappellini.
Nulla che potesse mettere in difficoltà una papera da viaggio, se qualche folle non ci avesse messo anche degli orsi di pelouches con una pacchiana maglietta blu, e se per qualche stupida ragione il tizio che lei stava accompagnando non ne avesse preso uno in mano con la chiara intenzione di comperarlo.
Quale affronto! Lei era il pelouche della situazione e nessun'altro!
Paperemma si ribellò a quanto stava accadendo con tuttto il suo essere, tentando in ogni modo di scivolare dalla borsa, rotolare qua e là e beccheggiando col becco. Era una situazione di crisi e bisognava affrontarla con tutte le forze.
Alfine, dopo uno sforzo immane, il suo accompagnatore ritrasse la mano, abbandonando l'orso infame e restituendole l'onore.
Scampato pericolo!
1 commento:
Inutile dire che mi sto piegando dal ridere...
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