Era stato uno stupido e il cacciatore non riusciva a perdonarselo. Probabilmente l’Elfo Nero aveva raggiunto i suoi sgherri e l’esercito di Arkon poco dopo la loro incursione, non aveva trovato il potere che cercava e aveva deciso di ripartire per qualche ragione. A quel malvagio fatato non interessava nulla della battaglia che si sarebbe svolta di lì a poco e Alan si era convinto che vi avrebbe partecipato perché lo riteneva un momento fondamentale, ma così era solo per gli abitanti di una piccola isola che si stava disfacendo nel cielo, non per una creatura millenaria che perseguiva scopi oscuri.
In fondo erano stati fortunati, erano arrivati appena in tempo.
Era difficile capire dove si stesse dirigendo effettivamente l’Elfo Nero perché cambiava direzione di frequente, come se stesse cercando qualcosa di cui non conosceva l’esatta posizione. Sembrava una specie di animale selvatico che avesse sentito l’odore della preda e la stesse pian piano avvicinando, quasi seguendo un rituale misterioso.
Non si trattava dei suoi amici, che erano distanti almeno mezza giornata da lì e nemmeno di Eva che, stando a quanto gli aveva assicurato Matthew, era in una grotta posta più in alto sulla montagna.
Pian piano si inoltrarono in un boschetto, attraversarono un ruscello ghiacciato e Alan si bloccò quando si accorse di essere poco distante dall’Elfo Nero, che si era fermato di fronte ad una grande quercia e sembrava immobile, come se stesse osservando qualcosa. Il cacciatore lentamente iniziò a spostarsi verso destra ed a avanzare, per capire meglio cosa stesse succedendo: c’era qualcosa di piccolo e luminoso che si muoveva sotto l’albero, forse una specie di piccolo uccello perché pareva avere delle ali.
Era rischioso ma il cacciatore si avvicinò ancora mentre l’Elfo Nero sembrava una statua. Non era un animale e Alan trattenne il fiato per lo stupore: un folletto, o almeno così chiamavano quella creature le storie degli uomini. Era rannicchiato su se stesso come se stesse dormendo ma brillava di una luce calda quando sbatteva delle ali trasparenti con dei movimenti incontrollati ma pieni di grazia. Il cacciatore perse la cognizione del tempo, carpito dall’incantesimo della bellezza, finché l’Elfo Nero alzò un braccio scuro e nodoso.
Alan fu tentato di urlare ma si trattenne mentre quella creatura oscura si abbatteva con furia sul folletto inerme ed addormentato, ponendo fine alla sua esistenza. Il cacciatore crollò a terra tremante, profondamente scosso e iniziò a piangere in silenzio, mentre l’Elfo Nero si allontanò senza lasciar trasparire emozioni umane.
Dopo parecchi minuti Alan si rialzò e raggiunse la quercia; il corpicino era ancora lì, ma non risplendeva più. Il cacciatore cercò di ricomporne le membra e gli diede sepoltura sotto l’albero, come avrebbe fatto con un uomo, sperando che anche per un fatato avesse senso.
Alan pianse ancora, poi lasciò che la rabbia crescesse dentro di lui per dargli la forza necessaria a reagire. Osservò le tracce che lo separavano dall’Elfo Nero e iniziò a seguirle: non aveva più paura, aveva visto l’orrore e capiva Matthew. L’Ordine della Spada era folle nel suo proposito di allearsi con il male; quella creatura andava fermata, subito e a qualsiasi prezzo lui potesse pagare.
lunedì 17 novembre 2008
Schegge di stella (96)
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4 commenti:
Visto che me lo hai chiesto, ti dico che secondo me non é troppo dura (se questa é la versione per cui ti preoccupavi). Ovvio che non ci si rimane bene che un folletto muoia, ma un elfo nero fa quel C4770 che vuole, e mi pare giusto!
;-)
a parte le cavolate (che nessun´altro puó capire), non mi pare nulla di troppo truculento per Asteria (anzi, la reazione di Alan mi sembra quasi troppo forte, se non spiegata da qualcosa di innaturale come la quasiipnosi a guardare il folletto...
secondo me la scena in cui uccide il folletto é tristissima, però in tutti i racconti di questo genere ci deve essere anche qualche evento triste. In fondo si narrano delle vicende in un mondo di fantasia per parafrasare il mondo reale... basta che non muoia Manuela... giusto per scaramanzia ;-)
magu
tieeeeeeeeeeeeeeeeee
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