Il piano architettato per introdursi nel campo era approssimativo e rischioso: procurarsi delle divise da soldato stordendo due sentinelle e poi cercare di agire in fretta, prima che le guardie del turno successivo si accorgessero di tutto.
Col favore delle tenebre Alan e Matthew compirono un ampio giro attorno al campo, per capire come venisse sorvegliato.
Erano state piazzate sentinelle a una decina di metri l’una dall’altra tutt’attorno al perimetro, sul limitare della luce delle fiaccole; tutte portavano un corno appeso al collo, per lanciare l’allarme al primo segnale di pericolo. Sarebbe stato impossibile coglierle di sorpresa ma una di loro, complice il gelo di una notte invernale, ebbe la sfortuna di dover andare assolutamente in bagno a metà del suo turno e si allontanò alla chetichella per alcuni metri nel bosco.
Pochi minuti dopo Alan sembrava un perfetto fante dell’esercito di Arkon ed ebbe gioco facile a recuperare la seconda divisa.
Risolto il primo problema cacciatore e fatato entrarono nel campo e si incamminarono lancia in spalla per una delle vie delimitate dalle file di tende.
Il campo era già in subbuglio per la battaglia imminente ed i soldati stavano passando la serata attorno ai fuochi, ricordando le battaglie che si erano svolte in passato al Vecchio Passo. I comandanti avevano fatto girare qualche botte di liquore in più, per tenere alto il morale della truppa, e fu facile per Alan e Matthew passare inosservati mentre si inoltravano frettolosi verso il centro del campo.
La zona riservata alle tende degli ufficiali e dei comandanti era decisamente più tranquilla e ben sorvegliata delle aree periferiche dove alloggiavano i soldati semplici: nessuno schiamazzava nella notte e qualche servo girava frettolosamente di tenda in tenda, ad ultimare chissà quale faccenda.
Girarono apparentemente senza meta, finché Matthew non indicò al cacciatore l’insegna dell’Ordine della spada e la tenda dove dormiva il legato Arus. Alan sorrise silente perchè il fatato aveva avuto una buona idea: sicuramente la scheggia di stella doveva essere là dentro oppure chi vi dormiva doveva sapere dove trovarla.
In un attimo passarono dietro la tenda non visti, tagliarono senza far rumore il tessuto spesso della parete e sgattaiolarono all’interno come i due ladri che in quel momento erano. Una figura dormiva sotto parecchie coperte al centro della tenda e Alan vide Matthew bloccarsi improvvisamente come se stesse cercando di ascoltare qualcosa, un rumore impercettibile.
Non era un vero e proprio rumore, il fatato cercava di percepire se la scheggia fosse nella stanza, e dopo pochi istanti indicò al cacciatore un forziere: la pietra era custodita al suo interno, ne era sicuro.
lunedì 10 novembre 2008
Schegge di stella (91)
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