Alan e Matthew attraversarono le valli ed i boschi del nord veloci come il vento, ansiosi di raggiungere il campo di Arkon e mettere in atto il loro piano disperato. Sulle prime avevano pensato di utilizzare il rapidissimo grifone del fatato, ma sicuramente il tratto che separava l’esercito dal vecchio passo era battuto da scout e volare aumentava di molto la probabilità di essere avvistati e scoperti. Alla fine scelsero di andare a piedi scongiurando di arrivare comunque in tempo, prima che l’Elfo Nero reclamasse il potere e la partita di quei giorni, più importante forse di altre guerre combattute per città gloriose, si concludesse definitivamente.
Sia il cacciatore che Matthew erano esperti uomini dei boschi e si muovevano silenziosi, attenti a non lasciare tracce troppo visibili, annusando l’aria pronti a reagire ad ogni rumore sospetto. Correvano per ampi tratti nonostante la neve alta e camminavano quando il terreno si faceva più scosceso ed impervio. Non parlavano tra loro e pochi gesti bastavano a coordinarsi quando percepivano un potenziale pericolo o incrociavano un canalone innevato in cui buttarsi per risparmiare tempo prezioso.
Verso sera intravidero dei pennacchi di fumo, che salivano per mischiarsi alle nuvole, e si avvicinarono con ancora maggiore cautela al campo, per studiare la situazione.
Capisco che non sia esattamente il momento migliore per avere dei dubbi, disse Matthew, ma avrei una domanda per te. Matthew si girò stranito e attese con aria interrogativa. Il cacciatore si guardò attorno un’ultima volta e poi riprese a parlare: nei tuoi racconti di come sei entrato nel castello di Arkon con Eva e di come sei fuggito dal campo dei barbari hai più volte detto di essere in grado di diventare invisibile. Beh, io non credo di esserne capace a meno che tu non riesca a far crescere le mie orecchie qui su due piedi; non sarebbe più semplice per te infiltrarti nell’esercito di Arkon da solo? Non posso credere che tu non l’abbia pensato.
Matthew sorrise: Alan, davvero mi avresti lasciato venire da solo? C’era una minima possibilità che tu rimanessi con gli altri al Vecchio Passo? Passarono alcuni istanti in silenzio e il fatato riprese a parlare. Sono troppo vecchio per discutere con qualcuno senza alcuna speranza di spuntarla e poi ci sono anche sistemi diversi dalla magia per passare inosservati. Non preoccuparti comunque, disse Matthew ridendo mentre riprendeva il cammino, se l’unica via per salvare Arkon e Asteria fosse fare un passo oltre la vista e lasciarti in mani nemiche lo farò. Anche Alan riprese a muoversi: hai ragione amico mio, e forse abbiamo avuto la stessa idea riguardo al come entrare; a volte un piano banale, già visto mille volte, funziona meglio di una novità.
Dopo pochi minuti arrivarono in vista del campo di tende, ben ordinate a formare strade ortogonali illuminate da torce e da falò attorno a cui si raccoglievano soldati infreddoliti a confabulare della battaglia che li attendeva.
venerdì 24 ottobre 2008
Schegge di stella (90)
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