venerdì 10 ottobre 2008

Schegge di stella (85)

In realtà non erano stati solo i piani per l’indomani a tenere sveglio Alan, ma anche qualche preoccupazione riguardo l’Elfo Nero. Ormai quella creatura sapeva che i suoi nemici si erano accorti della sua presenza e rimanere ancora nascosto era inutile. Probabilmente si stava muovendo e forse proprio verso la loro stessa meta.
Il fatato cercava le schegge di stella e se Eva ancora custodiva la sua probabilmente la più accessibile era ad Arkon, nel palazzo; quindi la cosa migliore per lui sarebbe probabilmente stata dirigersi a sud, reclamare il potere e azzerare con un gesto qualsiasi possibilità di resistenza qui e forse anche in ogni altro angolo di Asteria. Alan però sperava di aver tolto sufficienti informazioni all’Elfo Nero e che quindi avrebbe finito per fare il suo stesso ragionamento: raggiungere il Vecchio Passo al più presto per essere sicuro di partecipare ad un’eventuale battaglia. Quella creatura oscura era un demone imbattibile in combattimento e avrebbe sicuramente influenzato in modo decisivo uno scontro: i cavalieri dell’alba sarebbero stati mietuti a decine dai colpi del suo spadone e nessuno sarebbe stato in grado di placare la sua furia.
Fatti questi pensieri e visto che c’era una sola strada per raggiungere la loro meta il cacciatore temeva di incontrare casualmente l’Elfo Nero nel tragitto. Per questo cercava di evitare sentieri battuti e rimanere al coperto degli alberi, a costo di compiere lunghi giri per non passare in zone esposte; alla sera, prima di fare il campo, esaminava con cura il terreno in cerca di eventuali tracce sospette ed evitava di accendere fuochi. I barbari erano tutti esploratori e non ebbero difficoltà a muoversi in maniera accorta e l’unica a preoccupare il cacciatore, al solito, era Francesca. Non aveva grande resistenza e non era abituata ai terreni accidentati; benché non volesse darlo a vedere era evidente quanto fosse in difficoltà nella neve alta. Nonostante tutto dopo due giorni di cammino arrivarono in vista del luogo. Tra poco forse avrebbero saputo.
Se c’era un posto che tutti sull’isola conoscevano era sicuramente il Vecchio Passo. Incredibile a dirsi di una stretta gola battuta dal vento e completamente deserta, isolata nel cuore delle montagne, ma che di fatto costituiva l’unico accesso da nord al ricco regno di Arkon. Tutti lo conoscevano perché quel luogo aveva sempre segnato tragicamente la storia dei popoli che abitavano l’isola, con battaglie terribili. Francesca aveva letto di ognuna di esse, le aveva immaginate attraverso le parole degli storici, e ora le sembrava di scorgere le ombre degli eserciti del passato sfidarsi tra le montagne nel pallore della neve: immagini di plotoni ordinati che avanzavano per fronteggiare orde di barbari, arcieri che tendevano le loro armi e cavalieri in carica attraversavano la mente della bibliotecaria, che sperava in cuor suo di non dover scrivere un’altra cronaca di guerra.
Manuela era forse la più preoccupata dei tre, anche se non lo dava a vedere. Conosceva la situazione del suo popolo molto meglio di Alan o Francesca e sapeva quanto sarebbe stato difficile convincere gli anziani a non muovere guerra contro il regno di Arkon. Purtroppo il Disgregamento avanzava che lo si volesse o no, questo era il vero problema. Cosa avrebbe fatto davanti agli eserciti schierati? Avrebbe sguainato la spada e avrebbe cercato di fermare Alan? E lui e Francesca cosa avrebbero fatto?

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