lunedì 2 febbraio 2009

In viaggio verso il sole (13)

Tre mesi in città erano bastati a Francesca per dimenticare quanto fosse dura la vita lontano dalle mura del palazzo.
I barbari erano avvezzi ad una vita libera da vincoli ma piena di fatica e difficoltà quotidiane; uomini e donne lavoravano tutto il tempo e Manuela non offrì alcun trattamento di riguardo alla sua piccola amica: Francesca preparava il campo, aiutava nel procurare il cibo, badava ai bambini e, quando non erano troppo piccoli, insegnava loro un po’ di storia e di matematica con un piccolo stratagemma. Da quando era tornata in città la giovane bibliotecaria aveva raccontato mille volte tutte le sue avventure e era diventata una discreta cantastorie: per ogni somma o sottrazione risolta Francesca spiegava ai suoi allievi un episodio del passato di Asteria e i bambini la guardavano sempre affascinati.
Ogni giorno Francesca crollava davanti al fuoco prima del tramonto, a volte a metà della zuppa, ma ne era felice; il lavoro e la stanchezza portavano via ogni dubbio sul futuro e la accompagnavano in un sonno profondo fino all’alba.
Manuela era abituata a donne capaci di crescere un bambino tra le montagne più inospitali ma apprezzava la testardaggine di una cittadina come Francesca, che non demordeva mai nonostante evidenti difficoltà. Durante un breve spostamento tra un accampamento e l’altro la barbara si fermò ad aspettarla e come sempre la spronò.
“Mi pare ti piaccia la vita all’aperto”, disse Manuela per fare coraggio alla giovane bibliotecaria. “Ci metteresti qualche mese ma poi ti abitueresti alle marce, alla caccia e alla fatica”.
“Mi piacerebbe davvero”, rispose Francesca sorridendo mentre riprendeva fiato. “Il fatto è che voi non avete libri, sarebbe impossibile trasportare una biblioteca spostandosi di continuo, e non credo riuscirei ad abbandonarli del tutto”.
“Ricordi quando entrasti da sola nella torre dell’Elfo Nero?” Continuò Manuela sedendosi su un sasso coperto di muschio. “E’ stato un gesto da vero avventuriero; una cosa davvero stupida da fare, forse più che partire per un viaggio verso il sole”.
Francesca alzò la testa e guardò la barbara negli occhi per farla tacere.
“Se non l’avessi fatto”, concluse Manuela sostenendo lo sguardo della bibliotecaria, “non saremmo qui a parlare”.
“E’ stato un caso che abbia trovato quel libro e che poi ci sia stato d’aiuto”, rispose Francesca, “mentre era abbastanza evidente che andandomene da sola mi sarei messa nei guai come poi è successo. Quel che ho fatto ha messo in pericolo anche Alan e lui avrebbe fatto meglio a non venire a cercarmi”.
“Non è stato un gesto così avventato come lo presenti ora”, la interruppe la barbara, “eravamo disperati e valeva la pena cercare una via d’uscita nonostante il rischio; come quando io e i miei compagni decidemmo di credere a te e al cacciatore e vi liberammo”.
“Ho riposato abbastanza”, disse Francesca, “e gli altri iniziano ad essere distanti, meglio andare”.
“Vai pure”, rispose Manuela con noncuranza, “ho notato delle tracce qui attorno e vorrei capire meglio che cosa le abbia lasciate”.
La bibliotecaria soffocò una frase prima che le uscisse dalla bocca, sospirò e riprese il cammino mentre la barbara si allontanava verso una macchia d’alberi.

5 commenti:

Francesca ha detto...

Sai cogliere bene i tratti caratteriali delle persone, a quanto pare

Linus ha detto...

grazie, cerco di lasciare spazio ai personaggi. Mi piacerebbe scrivere la storia che voglio io ogni tanto, ma non sarebbe più Asteria. Presuntuosamente dico che non sarebbe più "viva" e non interesserebbe più nessuno di noi.

MatTone ha detto...

A me piacerebbe anche se fosse una storia normale che l'autore conosce prima che l'inchiostro si perda come un fiume nella pianura del foglio con vita propria,
ma ammetto che è divertente pensare che nemmeno tu sappia bene cosa succederà, e che per certi versi lasci sul serio che siano i "nostri caratteri" (doppiosenso ita-ing) a fare la storia tentando di interferire al minimo!
vai così!

Anonimo ha detto...

a me piace così: secondo me gli ultimi post, scritti dopo i nostri commenti, sono proprio ben riusciti.
magu

Anonimo ha detto...

poi... cosí mi sembra di partecipare veramente ad un'avventura...
magu