mercoledì 4 febbraio 2009

In viaggio verso il sole (15)

“Vuoi salvare il mondo”, disse Eva con slancio, “un obiettivo ambizioso”.
“Mi rendo conto di non avere grandi speranze”, rispose Matthew, “ma vorrei almeno cercare di capire perché sta morendo”.
“Non ve ne ho parlato sinora”, continuò il mezzelfo, “ perché sono il primo a considerarla una teoria strampalata. Sto andando per esclusione, supponendo che da qualche parte vi possa essere una causa evidente da trovare e che nessuno l’abbia ancora individuata perché si trova in un luogo speciale, irraggiungibile e pericoloso”.
“L’alternativa è non fare nulla in attesa di una traccia migliore”, concluse Matthew, “ma sono centinaia d’anni che la aspetto senza che accada nulla; ora sono diventato un uomo anch’io, non ho più tempo. Nulla vi obbliga a seguirmi ancora in quest’impresa impossibile, potete tornare entrambi ad Arkon”
“Pensi davvero”, rispose Eva con tono serio, “che potrei tornare tranquillamente a palazzo, attendere che mio padre il re invecchi e poi diventare regina?”
“Fosti tu a dirmelo alcuni mesi fa”, continuò la principessa, “la prospettiva da cui guarda la vita un fatato è differente. Regnerei per vent’anni e poi il popolo si chiederebbe come mai la sua sovrana rimanga giovane. Gli abitanti di Arkon non accetterebbero mai di essere governati da una mezzelfa; certi pregiudizi non sono superabili”.
“Incontrerei lo stesso problema con qualsiasi altra vita scegliessi”, concluse Eva, “ad eccezione di quella della vagabonda”.
Ci fu un momento di silenzio, poi Alan iniziò a parlare rivolto a Matthew: “Per me vale lo stesso, non ho nessuno da cui tornare e questa mi sembra una splendida scommessa, un buon modo per non farsi scorrere la vita addosso. Verrò con te amico, ma solo a patto che tu controlli i calcoli del vecchio; l’idea di viaggiare ogni giorno con la paura di non trovare un luogo dove atterrare a sera mi inquieta molto”.
Il cacciatore sospirò, poi proseguì ridendo: “ti sembrerà dissacrante, ma visto che stiamo parlando di una missione per salvare il mondo non potremmo chiedere che ci prestino quella nave volante sospesa sopra la fortezza? Sono pur sempre tuoi amici e preferirei pagarmi un passaggio ramazzando il ponte piuttosto che morire perché il mio lanternonomo di fiducia non ha tenuto conto di un lembo di terra largo cento passi che ad ha sbattuto per caso contro uno scoglio di troppo.”
“Non so”, concluse Alan guascone davanti ai suoi compagni esterrefatti, “non è che per caso questa Signora di Boscoscuro sia una tua vecchia fiamma? Magari potresti chiederle un favore in ricordo di qualche notte come si deve”.
Matthew e Eva rimasero scandalizzati dalla sfrontatezza del loro compagno e ordinarono da bere per interrompere il discorso; se Alan fosse stato un bambino avrebbe meritato un sonoro schiaffo.
Fecero festa invitando anche gli altri membri della spedizione e poi a tarda notte andarono a dormire.
I due mezzelfi caddero subito in un sonno ristoratore mentre il cacciatore prese a pensare: non era pentito di aver accettato ma dentro di sé sapeva che la loro era una missione disperata, era preoccupato e cercò fino al mattino di ricacciare indietro le sue paure.
Almeno Francesca e Manuela erano al sicuro.

3 commenti:

Francesca ha detto...

non so perché...ma Alan mi sembra decisamente il tuo alterego... :-)

Linus ha detto...

mi sono portato sfiga da solo! Vedessi che occhiaie stamattina

MatTone ha detto...

@Fra: non sai perchè?!?!?!?!
@Author: ma ti pare il modo di postare 3 puntate quando io sono in missione per conto di dio??