giovedì 12 febbraio 2009

In viaggio verso il sole (21)

Dire al lanternonomo che poteva buttare a marecielo i sui faldoni pieni di calcoli fu per Alan una soddisfazione imprevista ed insperata. In realtà Eliophilus non si disperò gran che e quando gli fu comunicato che sarebbe stato ospite sulla Barca Alata raccattò immediatamente tutti i suoi strumenti congedando gli altri membri della spedizione; per lo studioso questo viaggio era il sogno di una vita e farlo assieme a dei fatati era qualcosa di incredibile.
Matthew insisté perché venisse mantenuto il massimo riserbo sulla partecipazione di Sheanna all’impresa e tutta la comitiva si trasferì a palazzo in attesa della partenza.
Alla sera il cacciatore ed il mezzelfo amavano stare a discutere sulle mura, mentre osservavano le luci della città accendersi e comporre strane figure lungo la montagna nella notte.
“Non sembra nemmeno più la stessa missione”, disse Alan a Matthew, “eravamo partiti in cerca d’avventura e ora accompagniamo forse la creatura più importante di Asteria a fermare la fine del mondo; è un compito difficilissimo che dovrebbero svolgere grandi eroi. Tu anche senza il potere della magia hai un’esperienza di centinaia d’anni ma ci sarebbe sicuramente qualcuno più adatto di me a partecipare alla spedizione”.
“Pochi giorni fa ti dissi che credo fortemente vi sia un disegno dietro il mondo”, rispose Matthew. “Penso che valga anche per le persone e che tu non sia qui per caso”.
“La vita non ci pone delle sfide accidentali”, continuò il fatato, “ma ci presenta alcuni futuri possibili tra cui scegliere; sta a noi decidere quale provare a realizzare”.
“Quel che intendo”, disse Matthew, “è che non devi pensare di star rubando il posto a qualcun altro: quest’opportunità è tua, sei tu a poterla cogliere”.
“Non è vero”, rispose il cacciatore, “non la sento più mia. Ormai è qualcosa di più grande di un uomo e infatti ve ne occupate voi fatati, forti di poteri sovrannaturali ed esperienza che noi non potremo mai accumulare; non so perché portiate Eliophilus che dubito abbia studiato la metà di voi”.
“Gli altri umani, Manuela e Francesca, se ne sono già andati”, concluse nervosamente Alan. “Ora tocca a me. Tornerò ad Arkon domani”.
Matthew rimase gelato dalle parole del cacciatore e lo guardò allontanarsi nella notte senza dire niente: sarebbe partito comunque assieme ad Eva ed altri ma molti suoi amici avevano rinunciato. Sarebbe stato più difficile sperare e farcela.

5 commenti:

MatTone ha detto...

Ma minchia, non è possibile:
anche Alan se ne va!?!?
Come sempre quello che deve sgobbare sono io... poveri fatati (o ex) discriminati!!

Linus ha detto...

vai vecchio! sei tutti noi... armiamoci e parti!!

Francesca ha detto...

a quanto pare per Alan solo le avventure impossibili valgono la pena di essere vissute. Quelle "comode" su una barca fatata sono troppo facili...?

Linus ha detto...

touchè

MatTone ha detto...

Ehehhe...
Pare quasi che Asteria sia un alter-ego della vita reale di qualcuno...
ehehehhe!