Volare su un grifone era un'esperienza incredibile.
Eva riusciva a malapena a tenere gli occhi aperti mentre il rapace fendeva il vento e il terreno scorreva veloce sotto di loro in un susseguirsi di colline, corsi d'acqua e boschi selvaggi.
Matthew l'aveva legata con delle cinghie alla sella, in modo che non potesse cadere, ma lei era comunque terrorizzata perchè mai in vita aveva immaginato di volare su un uccello nel cielo. Verso sera planarono su un tratto pianeggiante e privo di alberi, dove si prepararono per la notte.
Forse dovremmo decidere una strategia d'azione prima di arrivare ad Arkon, disse Matthew.
Intendi dire che non dovremmo semplicemente atterrare nel cortile del castello e chiedere udienza a mio padre? Rispose Eva.
Alan mi ha detto che l'ultima volta che ti sei avvicinata al palazzo hanno tentato di ucciderti, continuò il fatato, forse dovremmo prendere qualche precauzione. Tra l'altro preferirei mantenere il più possibile l'effetto sorpresa: finchè i nostri nemici non sanno dove sia la principessa e chi la sta aiutando avremo sicuramente dei piccoli vantaggi.
Sono d'accordo, disse Eva. Potremmo lasciare il tuo grifone ad una giornata dalla città e poi avvicinarci seguendo il vecchio sentiero. Nessuno lo usa più da almeno dieci anni. Il problema è riuscire a raggiungere il castello dalla città perchè è stato costruito in cima ad una collina ed è impossibile avvicinarsi non visti.
Sei cambiata molto da quando ci siamo conosciuti la prima volta, disse Matthew. Ormai sembri una vera avventuriera. Non preoccuparti dell'ultimo tratto fino al castello: un fatato conosce molti trucchi per muoversi non visto tra gli uomini. Siamo stati costretti ad impararli.
Eva sorrise. Si, hai ragione, sono cambiata molto nelle ultime settimane ma fin da piccola sapevo che prima o poi avrei guidato il mio popolo nei momenti di difficoltà. Prima o poi avrei dovuto diventare grande.
Molte persone non crescono mai, rispose Matthew. Rimangono ad attendere che la vita decida per loro e che i bivi diventino scelte obbligate.
Stai generalizzando troppo, disse Eva. Parli come se le persone fossero bianche o nere, fatati o umani, ma la realtà è più complessa. Io ad esempio sono una mezzelfa e decido volta per volta se aspettare che le cose accadano da sole oppure agire a costo di sbagliare.
In ogni caso ho l'impressione che tu puntassi a qualcosa di più concreto di una noiosa discussione filosofica sul senso della vita, o sbaglio?
Matthew rise fragorosamente. Astuta come una volpe. In effetti c'è qualcosa di cui mi piacerebbe molto parlare ora, in modo da definire alcuni punti fermi in questa avventura prima che diventi troppo tardi.
Ti sto aiutando il più possibile benchè la cosa non mi convinca fino in fondo e mi piacerebbe che tu impegnassi la tua parola riguardo la scheggia di stella. Alla fine di questa storia potrò portarla via e nasconderla per sempre?
mercoledì 24 ottobre 2007
schegge di stella (32)
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