Il prato verde e la strana primavera che non lasciava mai ad Eva una palpabile sensazione di freddo o caldo apparvero attorno a lei come al solito. Probabilmente erano le uniche cose a non essere cambiate in quell'esperienza rispetto alla prima volta che era stata lì, in quello strano luogo fuori dalla realtà.
Il bambino dalla pelle nera era infatti cresciuto visibilmente di incontro in incontro, fino a diventare adulto: un uomo possente, decisamente più alto e forte di Eva. La principessa invece aveva percorso il cammino inverso e, quando provava ad osservarsi, vedeva le mani delicate di una bambina. Non c'erano specchi in cui vedersi, ma probabilmente aveva poco più di dieci anni. In fondo la cosa non le dispiaceva affatto, perchè la sua infanzia le mancava molto.
Visitare la scheggia di stella era diventato un modo facile per entrare in un guscio protettivo, lontano dai problemi del mondo, un periodo spensierato in cui sua madre era ancora lì a proteggerla ed abbracciarla.
Improvvisamente in mezzo al prato apparve un'imponente figura scura, avvolta in un ampio mantello nero su cui apparivano i riflessi di innumerevoli scintille di fuoco.
Eva si inginocchiò, improvvisamente prostrata dall'arrivo di quella creatura, piegata più nell'animo che nel fisico, ed iniziò a parlare.
Buongiorno mio signore. Ci stiamo dirigendo ad Arkon secondo il suo volere. Nel giro di poco tempo potrà ricongiungersi finalmente con la seconda metà della pietra.
La grande figura assentì con un cenno lento del capo e la principessa continuò a parlare.
Matthew, la persona di cui vi ho già fatto cenno, continuà ad insistere per portarci via le schegge di stella. Cosa posso fare? E' un fatato molto potente ed un esperto avventuriero: non avrei speranze se volesse prendere ciò che vuole con la forza.
L'uomo scuro si avvicinò ad Eva, allungò una mano nodosa e le toccò la fronte.
La principessa si sentì immediatamente piena di vigore, colma di un potere immenso che fluiva dentro il suo esile corpo di bambina.
Il suo interlocutore scomparve veloce com'era arrivato mentre il prato piano piano si allontanava e lei tornava ad Asteria senza muovere un passo.
Quando riaprì gli occhi vide Matthew seduto con le gambe incrociate davanti a lei, la spada appoggiata a terra che segnava una linea affilata tra loro, come a dividerli.
Vedo che hai preso una certa confidenza con la pietra magica, disse il fatato, forse troppa. Ero preoccupato pensando a quel che è successo quando hai tentato la comunione nel bosco ed il fuoco si è animato. Alan era sconvolto quando me lo ha raccontato.
Le schegge di stella sono pericolose Eva, persino per un fatato capace di meraviglie. Ed è per questo che non voglio quella pietra per me.
Matthew divenne improvvisamente molto serio: cosa succede quando entri lì dentro?
Sguainare la spada non è esattamente il modo che l'etichetta prescrive per accogliere una principessa, disse indispettita Eva guardando la lama a terra.
Matthew sospirò e guardò la ragazza fisso negli occhi. Cosa succede quando entri nella pietra?
Il tono del mezzelfo non era più molto amichevole e Eva sentiva che in qualche modo il potere di Matthew non si limitava a impedirle di mentire, ma che la stava anche portando sulle sue labbra quel che il fatato voleva sapere.
Il sangue fatato della principessa iniziò a scorrere veloce, come se la volontà della principessa tentasse di dibattersi e liberarsi da una stretta possente e decisa, ma la differenza di forza tra loro era evidente e le parole presero a fluire quasi da sole.
Dentro la pietra c'è una qualche creatura, disse Eva. Non mi ha mai parlato usando la voce ma per qualche ragione conosco il suo volere. Vuole ricongiungersi con la sua metà nascosta al castello, ad ogni costo. Sono la sua serva e lo asseconderò in tutto, anche a costo di uccidere chi mi ostacolerà.
Matthew assunse un'espressione molto triste e accarezzò il viso di Eva, che sembrava immobilizzata da catene invisibili. Il potere ha un prezzo che si comprende solo dopo averlo pagato, disse sussurrando.
La volontà del fatato rilasciò lentamente quella della principessa e in un attimo rimosse dalla sua memoria quanto era appena avvenuto.
Allora Eva, disse Matthew con il viso nuovamente sereno, che pensa la scheggia di stella del patto che ti ho proposto? Ci ho pensato e se la mia proposta non ti interessa penso che ti riporterò alla torre.
Alan si arrabbierebbe molto se tu facessi una cosa del genere, disse Eva. Se avevi dei dubbi riguardo l’andare ad Arkon avresti dovuto tirarli fuori prima e non ora che siamo a metà strada. Non ti stai comportando in modo corretto. Se lo avessimo saputo prima non ci saremmo divisi.
Per ora i nostri obiettivi coincidono: ad entrambi preme evitare che la seconda scheggia di stella cada nelle mani dell’Elfo Nero e collaborare è il modo migliore per raggiungere questo scopo.
Quando avremo raggiunto questo obiettivo comune ridiscuteremo il da farsi e potrai star sicuro che mio padre il re apprezzerà molto il tuo aiuto.
Va bene principessa, ti riporterò a casa. In fondo come dici tu non mi restano molte alternative. Sarà meglio andare a dormire perché la giornata di domani sarà molto pesante. Era il tuo primo volo ma domani vorrei muovermi più velocemente.
Si raggomitolarono entrambi il più possibile vicino al grifone, che emanava un piacevole tepore nella fredda notte stellata, e cercarono di prendere sonno tormentati da pensieri molto diversi.
venerdì 26 ottobre 2007
Schegge di stella (34)
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