lunedì 14 aprile 2008

Schegge di stella (60)

Francesca si allontanò velocemente, stringendo al petto il tomo che aveva trafugato. Sembrava un libro molto antico, forse risalente a secoli addietro. La copertina nera era abbastanza malandata, priva di titoli o scritte di qualsiasi tipo, e rendeva quell'oggetto ancora più misterioso.
Di che argomento poteva interessarsi una creatura magica, malvagia e votata al dominio del mondo? Poteva essere un trattato sulle schegge di stella oppure uno scritto che svelava i segreti del Disgregamento. Oppure si trattava di magia antica, di oscuri segreti che assicuravano grande potere al suo conoscitore.
Forse, tra quelle pagine, Francesca avrebbe letto il futuro.
Difficile dire se si stesse allontanando nella giusta direzione per raggiungere i suoi compagni, ma la bibliotecaria non aveva alcuna intenzione di rischiare un incontro con l'Elfo Nero e quindi si mosse veloce in direzione opposta al fatato cercando protezione nella notte senza luna.
Dopo poco Francesca inizio ad intuire nonostante la nebbia i contorni di altri edifici semidiroccati: probabilmente la torre dove abitava l'Elfo Nero era parte di un complesso più grande, che aveva tutta l'aria di essere molto antico.
Poteva essere un paese, o forse addirittura una piccola città; le strade erano lastricate di marmo e probabilmente un tempo grandi archi avevano campeggiato tra un edificio e l'altro. Quel luogo era in rovina da secoli ma manteneva un'aura di grandezza che nemmeno la nebbia riusciva ad attenuare.
Francesca camminò ancora un poco e raggiunse una specie di grande piazza circolare, su cui si affacciavano grandi templi e palazzi. Cercò un edificio che le offrisse riparo e si accovacciò in un angolo, appoggiata ad un grande tavolo di fredda pietra bianca.
Si era persa e non sapeva che fare.

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