giovedì 17 aprile 2008

Schegge di stella (62)

Eva teneva gli occhi socchiusi perchè il cappuccio non era sufficiente a proteggerla dalla violenta bufera di neve che imperversava tutt'attorno.
Era aggrappata a Matthew, che guidava il suo grifone con la massima naturalezza nonostante la violenza del vento, aggirando alcuni banchi di nubi pericolose e tuffandosi in altri alla ricerca di zone del cielo più tranquille.
Erano fuggiti di nascosto da Arkon poche ore dopo la decisione del consiglio di arrendersi all'Ordine della Spada, sicuri che rimanere avrebbe valso loro solo la prigionia nelle galere.
Il re aveva preferito rimanere in città, poichè alcuni nobili gli erano rimasti fedeli e sperava di organizzare una qualche resistenza. Matthew invece aveva convinto Eva a seguirla a nord, nel disperato tentativo di spiegare quel che stava accadendo ai barbari del Nord, porre termine almeno presso di loro all'influenza dell'Ordine della Spada e trovare alleati contro l'Elfo Nero prima della battaglia finale che ormai sembrava inevitabile.
Eva però non sapeva tutto.
In realtà Matthew non stava solamente portando la legittima erede al trono di Arkon a parlamentare con le orde barbare, ma cercava anche di allontanarsi dalla città con la seconda scheggia di stella. Era sicuro che nel giro di poco tempo l'Elfo Nero sarebbe piombato sul castello per reclamare il suo premio e quindi portare via una delle pietre era fondamentale.
Matthew aveva preferito non svelare ad Eva che la pietra si era impossessata di lei perchè temeva che la cosa l'avrebbe sconvolta eccessivamente in un momento troppo delicato, ma si proponeva di farlo al più presto; se la principessa avesse tentato nuovamente la comunione con la scheggia di stella sarebbe sicuramente finita nuovamente nelle grinfie di quella magia.
Il grifone si gettò in un ampio banco di nubi bianche, fuggendo da tuoni e lampi, e quando uscì Eva si trovò di fronte ad un panorama del tutto privo di senso.
Il fronte della bufera si interruppè improvvisamente e la principessa vide estendersi sotto di sè una vallata assolata e verdeggiante, priva di neve; c'era un caldo estivo e la luce accarezzava le piume del grifone rendendolo ancora più maestoso.
Qualsiasi cosa stesse accadendo anche Matthew rimase sorpreso perchè si irrigidì immediatamente e ricondusse la propria cavalcatura indietro nell'inverno, per atterrare poco distante dal confine di quello strano fenomeno.
Arrivati al suolo Eva si rivolse al suo compagno di viaggio: che sta succedendo in quella valle?
Qualcosa di terribile, disse tristemente Matthew. Quando il ciclo delle stagioni impazzisce significa che la terra è gravemente malata, che il Disgregamento è imminente.
Qui siamo al sicuro nipote mia, siediti ed osserva quel che sta per accadere.
Eva rimase senza parole mentre osservava il mondo disfarsi: nel giro di pochi minuti lungo la valle apparvero larghe crepe ed ampie porzioni di terreno presero ad alzarsi in aria, seguendo traiettorie caotiche. In alcuni casi lembi di terra, massi ed alberi finivano per scontrarsi tra loro ed esplodere in pezzi più piccoli, in altri parevano esercitarsi in una strana danza, sfiorandosi senza toccarsi. Dopo circa un'ora un sordo boato scosse l'aria e in un unico momento ciò che rimaneva della vallata si trasformò in un'isoletta fluttuante che lasciò spazio ad un gigantesco burrone sotto di sè. Quel momento fu drammatico e Matthew fu costretto ad usare tutta la sua magia per calmare il grifone, che voleva fuggire.
Lentamente, dopo parecchio tempo, il fronte della bufera prese ad avanzare e l'inverno si impossessò nuovamente dello spazio rimasto, mentre la porzione di terra malata si alzava sempre più in alto.
Così questo è il nostro destino, sussurrò la principessa.
Si, le rispose Matthew, un destino triste che in un certo senso rende inutile ogni lotta.

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