sabato 19 aprile 2008

Schegge di stella (64)

Non era il momento rivelare ad Eva che era stata in qualche modo posseduta o controllata dalla pietra e quindi Matthew, appena il cielo fu sgombro da rocce vaganti e lembi di terra, aiutò la principessa a risalire sul grifone.
Rimanere a lungo in quella zona era rischioso, soprattutto se non tutto il terreno che aveva contratto il morbo del Disgregamento era già stato trascinato via. Il gioco delle stagioni non era l’unico fenomeno che poteva verificarsi negli ultimi istanti prima dello scisma finale, e nemmeno il più pericoloso.
In men che non si dica i due ripresero a volare mentre la bufera iniziava a cedere, ormai paga di aver scaricato la sua ira possente sulla terra ed in cielo. Matthew ed Eva rimasero in silenzio mentre montagne, boschi e fiumi ripresero a spostarsi velocemente sotto di loro. C’erano luoghi bellissimi nel nord di Arkon, ricolmi di una natura rigogliosa e selvaggia a cui Eva non era abituata; osservarli uno dopo l’altro mentre volava rapida su un grifone era uno spettacolo che la principessa non avrebbe mai dimenticato.
Il viaggio verso nord sarebbe durato comunque almeno un altro giorno e quindi Matthew decise di fermarsi per la notte; il grifone era stremato ed anche loro avevano bisogno di riprendere le forze.
Eva ormai iniziava ad abituarsi alla vita all’aperto e procurò la legna senza che Matthew avesse bisogno di chiederlo. Riguardo la cucina invece c’era ancora qualche problema ma la principessa non perdeva occasione di imparare ed osservò attentamente la preparazione della cena.
Avrei qualche domanda da farti. Disse la principessa al fatato.
Riguardo al Disgregamento? Rispose Matthew. Mi spiace ma non sono un esperto; dovresti rivolgerti a qualche parruccone delle accademie di Phos. Loro si potrebbero parlartene per ore. Te lo dico per esperienza: la noia quasi mi uccise quando dovetti assistere alla loro Somma Panconferenza Decennale sullo stato delle terre conosciute.
No grazie, disse Eva, per ora della fine del mondo ne ho a sufficienza e sinceramente non so se vorrò mai saperne di più. In realtà volevo chiederti quanti anni hai. Ogni tanto parli come se avessi vissuto per secoli, ma non dimostri più di una quarantina d’anni.
Matthew sorrise, contento che finalmente Eva lo trattasse con maggiore familiarità. Beh nipote, una domanda legittima da parte tua. Io ho circa trecento anni, anche se di preciso non saprei dire. Sai, per i fatati l’età non è poi così importante e quindi non ci facciamo molto caso: non ho mai visto un elfo festeggiare il suo compleanno. Non fraintendermi però, sto invecchiando e prima o poi se non accadrà in qualche altro modo la vecchiaia mi porterà via da Asteria.
Eva lo interruppe: anche mia madre era come te? Anche lei era più vecchia dei saggi del Consiglio di Arkon?
Matthew rimase un po’ sorpreso da questa domanda la cui risposta sembrava ovvia visto che si parlava di sua sorella, ma poi capì dove la principessa voleva arrivare.
Eva, uno dei parrucconi di cui parlavamo prima ti definirebbe un mezzelfo di seconda generazione: nata da un umano e da un genitore di sangue misto. Non è possibile sapere se vivrai quanto un uomo o un fatato, anche se la cosa più probabile è che starai al mondo abbastanza da veder nascere i tuoi pronipoti.
Che senso ha ora tutto il mio passato, i miei sogni? Disse Eva senza aspettarsi una vera risposta. E' come se la mia vita seguisse una logica diversa dalle altre.
Capisco da dove nasce questo disagio, la interruppe Matthew, so cosa hai dentro; scoprire di essere diversa significa perdere molti punti di riferimento perché vincoli e potenzialità diventano altri. La prospettiva da cui guardi la vita è cambiata sia nelle piccole cose di ogni giorno che in quelle grandi.
Alan il cacciatore, ad esempio, sarebbe un buon compagno di vita, probabilmente anche un re eccezionale per il tuo popolo. Ma se ti innamorerai di un umano dovrai rassegnarti a sopravvivergli a lungo; a me è già successo Eva, il dolore non scomparirà mai.
Ma non si tratta solo delle tue scelte personali; pensa al Disgregamento. Ad Arkon si tratta di un problema impellente per tutti, ma in generale per Asteria non è così. Un umano sa che si tratta di un problema terribile, tuttavia vive nella consapevolezza che riguarderà drammaticamente le generazioni future, persone che non conoscerà mai. Per un fatato invece la fine del mondo è parte del suo stesso futuro, uno spettro molto più concreto da combattere.
Eva ascoltò Matthew in silenzio, attenta ad ogni parola, colpita profondamente da quel che stava sentendo. Ti ringrazio zio, disse guardando Matthew con un sorriso, mi sei maestro nonostante io ti abbia sempre trattato con diffidenza. Te ne sarò sempre grata. Purtroppo però abbiamo anche altro a cui pensare oltre al senso della mia vita. Come pensi sia meglio approcciare i barbari quando li avremo trovati?

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