lunedì 28 aprile 2008

Schegge di stella (69)

Eva e Matthew si avvicinarono al cerchio degli anziani. Erano entrambi molto calmi: la principessa perchè era stata educata alla diplomazia e si sentiva a suo agio in quel frangente come lo sarebbe stato Alan su una pista, l'eremita menagramo -com'era conosciuto Matthew presso i barbari- perchè nella sua lunghissima vita aveva più volte vestito i panni dell'ambasciatore.
I due mezzosangue vennero accolti al centro del cerchio, abbastanza vicini al fuoco per stare al caldo in una fredda notte d'inverno ma anche al centro di tutti gli sguardi dei presenti.
Ad Eva sembrava molto strano che avessero scelto di incontrarli all'aperto; sapevano chi era Matthew e che quindi si prospettava un incontro insidioso, perchè non parlare dentro una tenda discreta e appartata? Evidentemente la politica presso i barbari seguiva regole molto diverse da quelle di Arkon e questo la preoccupava non poco.
Un anziano dalla barba bianca avvolto in una splendida pelliccia d'orso prese la parola. Temo, caro mezzelfo, che se continuerai a presentarti nelle più tristi circostanze la tua fama presso di noi non migliorerà.
Beninteso, questo a patto che effettivamente la gente non abbia ragione a ritenerti corresponsabile di quanto accade. In questo caso il mio consiglio sarebbe inutile.
Vedo che nonostante il frangente non sia dei migliori l'umorismo non ti manca Kailas, rispose Matthew con un filo di astio. Ti assicuro che se la mia assenza fosse sufficiente a fermare la guerra, arginare il disgregamento e magari anche accelerare la tua vecchiaia rimarrei volentieri nel mio bosco, ad attendere lo spettacolo di albe e tramonti.
Eva era profondamente stupita, perchè mai aveva visto Matthew perdere la pazienza prima di allora e questo non era certo il momento migliore per farlo. Tra questo Kailas e suo zio doveva esserci stato qualcosa di personale in passato, era evidente.
Consentite che mi presenti, disse in modo affabile la principessa per evitare che l'anziano rispondesse ancor più malamente alla provocazione, il mio nome è Eva e sono l'erede al trono di Arkon.
La notizia scosse gli anziani come una folata di vento scuote le fronde in autunno e persino Matthew rimase spiazzato; non era un'informazione da dare così alla leggera o perlomeno non era la prima cosa da dire in un incontro diplomatico che li vedeva nettamente svantaggiati.
Eva sentì di aver attratto a sè l'attrazione degli anziani e di tutti coloro che stavano nei pressi del cerchio. Non aveva affatto ceduto alla tensione o ad uno sciocco impulso; il suo obiettivo era continuare ad ostentare sicurezza e padronanza della situazione, dando peso a quanto avrebbe detto di lì a poco.

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