giovedì 29 gennaio 2009

In viaggio verso il sole (11)

Francesca non era andata incontro al pericolo con Matthew, ma non era nemmeno contenta di tornare alla biblioteca e quando Manuela le propose di posticipare il ritorno ad Arkon, passare qualche giorno assieme e conoscere Alex accettò entusiasta.
Era felice di rimanere ancora un po’ assieme alla barbara e avrebbe rimandato il rientro alla sua vecchia vita; forse sarebbe servito a schiarirle le idee, farle ritrovare l’entusiasmo per le ricerche e i progetti che aveva fatto prima che tutto si complicasse. Il viaggio verso il sole era una follia e sicuramente ci sarebbero stati pericoli ben più grandi con cui battersi dei topi della sala grande; quelli ormai li conosceva e sarebbe riuscita a tenerli lontani sia dalle pergamene che dai grandi atlanti.
Era confusa ma era normale avere bisogno di un periodo di assestamento dopo un’esperienza come la Guerra mancata. In qualche modo l’avventura si era infiltrata tra gli scaffali dei libri e lei si era incuriosita, l’aveva seguita e si era persa in luoghi sconosciuti. Forse aveva bisogno di più tempo per capire davvero cosa desiderava, ma ormai i suoi amici erano partiti, quell’avventura sarebbe stata di qualcun altro.
“Saphiria è un paradiso”, disse Manuela quando arrivarono in vista dell’isola. “Il luogo ideale per iniziare una nuova vita.”
“C’è molto lavoro da fare”, continuò, “bisogna esplorare le montagne, capire quali luoghi sia meglio evitare, che percorsi seguano le mandrie durante l’anno; ma altri stanno arrivando da Arkon e tra breve potremo riprendere la nostra vita nomade. Ti ricordi dei miei due lupi? Sono sicura che saranno felici di rivederti”.
Quella sera Alex e Manuela organizzarono una piccola festa all’aperto per Francesca: mangiarono e ricordarono. Era una notte di stelle infinite e marito e moglie in onore della loro ospite si lanciarono in una danza antica, piena di rispetto e fascino.
Mancava la musica e Francesca tirò fuori il flauto, sperando di non rovinare tutto; cercò una melodia che potesse accompagnare il ballo e i due barbari apprezzarono il suo sforzo con un urlo di gioia.
Alex era di corporatura imponente, con due mani enormi, il giusto contraltare al carattere forte di Manuela che invece fisicamente era minuta, poco più alta della giovane bibliotecaria. Il barbaro guidava la sua compagna nella danza con delicatezza e Manuela ricamava volteggi ed arabeschi.
Ballarono e suonarono a lungo ma poi arrivò uno sconosciuto, volle parlare con Alex e se lo portò via. “Mi spiace”, disse Manuela per giustificarsi con Francesca, “purtroppo succede spesso. Il mio compagno conosce la legge ed ogni qualvolta nasce una disputa qualcuno corre a chiamarlo”.
La bibliotecaria sorrise e mise via il flauto.
“Ti capita mai di osservare il cielo di notte?” Chiese Francesca. “Ho sempre paura di vedere una stella cadente”, continuò ridendo.
Anche la barbara sorrise. “E’ difficile che precipitando ti centri proprio in testa, ma capisco cosa intendi; forse la cosa migliore è che insegniamo ai nostri bambini dei bei sogni”, rispose. “Così anche se salendo in cielo incontrassero una stella nascerebbe una creatura felice”.
“E’ davvero ora che tu faccia una famiglia”, disse Francesca. “Sarai una splendida mamma e mi pare tu abbia trovato un buon compagno”.
“Non sono così vecchia”, rispose Manuela, “ma hai ragione. E’ ciò che voglio”.
“Ti auguro buona fortuna” Continuò la barbara. “Immagino che nemmeno quella della bibliotecaria si una vita facile, nessuna lo è, per questo è importante viverne una in cui si crede”

10 commenti:

Francesca ha detto...

bello, grazie.

Linus ha detto...

grazie a te per la musica

Anonimo ha detto...

bello!
magu

Linus ha detto...

grazie, pensa che il riferimento alle mani grandi c'era prima che tu scrivessi l'altro commento ;)
e mi raccomando, la prossima notte di San Lorenzo: "tuti en vegia fino a scampato pericolo" ;)

MatTone ha detto...

Continuo a pensare, come già detto, che Manuela se ne resterà a mettere su famiglia, ma Francesca si unirà al gruppo in qualche maniera.
E io Alex me lo immaginavo più maschilista, considerato che è un barbaro, ma capisco che questa storia per nuove generazioni abbia come requisito di essere polite e non sessista... purtroppo
;-)

Linus ha detto...

Alex è quello che ci aveva superato a tutta alla gara di orienteering di Mattarello, quando noi arrancavamo come Julian Ross in una delle sue crisi cardiache, ricordi?
E il personaggio è in linea con la persona reale... l'ultima volta che ci siamo visti manu l'ha chiamato e gli ha fatto una lista di cose da fare che non stava nemmeno sulle sue gigantesche mani.
La forza ha avuto un tremito quando ci siamo resi conto che in due non ricordavamo l'elenco.

MatTone ha detto...

Tengo a precisare (spinto dalla mia competitività) che, per quanto fossi e sono fuori-forma, non ero io a rallentare il nostro terzetto disorientato!
Sgrunt!

Linus ha detto...

si, ricordo molto bene l'indonesiano in crisi asmatica che ci portavamo dietro... e ricordo anche i trucchetti da predone del basso pacifico con cui aveva provato a farsi baciare da Manuela :))

Anonimo ha detto...

esagerato: "una lista di cose da fare che non stava nemmeno sulle sue gigantesche mani". é un avvocato e riesce sempre a girare la frittata dalla sua... ;-)
magu
quanti post... devo mettermi alla pari con la lettura

Linus ha detto...

scusa Manu, ma Alex è la persona con cui ho mangiato di più nella mia vita e quindi non posso che essere dalla sua... eravamo così pieni da diventare inubriacabili nonostante litri e litri di birra... ricordo ancora quando abbiamo incrociato i nostri sguardi terrorizzati all'arrivo di giganteschi wurstel bianchi dopo mezzanotte