mercoledì 7 gennaio 2009

In viaggio verso il sole: una nuova avventura (1)

I due energumeni si spintonarono finché uno dei due cadde a terra, colpendo incidentalmente un altro avventore che non aspettava altro. Nella locanda scattò una rissa furibonda e iniziarono a volare bicchieri, boccali e sedie. L’oste imprecò ed estrasse da sotto il bancone un bastone di quercia, con cui era uso placare gli animi, mentre la rissa si estendeva a tutto il locale. Eva, assolutamente disinteressata allo spettacolo, si defilò schivando un paio di pugni vaganti ed uno sgabello, percorrendo il muro fino ad imboccare l’uscita.
Quei due avevano iniziato a litigare per lei, ma l’ex principessa di Arkon non aveva mai avuto alcuna intenzione di intrattenersi con loro; cercava solo informazioni e aveva rifiutato chiaramente sia l’invito in camera del primo che la passeggiata al porto con il secondo. Sorpresi dal suo rifiuto avevano probabilmente deciso di dimostrarle quanto valessero facendo a pugni. Non era la prima volta che i suoi lineamenti elfici avevano attratto eccessivamente l’attenzione di un uomo e forse era il caso di adeguarsi alla nuova moda che si stava diffondendo rapidamente in città: il velo le avrebbe sicuramente consentito di passare inosservata. In mancanza d’altro strinse bene i legacci del mantello, calò il cappuccio sul viso e si buttò nella fiumana di gente che percorreva senza sosta le vie di Laria la grande, capitale dell’isola di Phos.
Era passato più di un mese da quando lei e Matthew erano partiti dal suo piccolo regno ai confini di Asteria per raggiungere questo luogo, ma non era ancora riuscita ad abituarsi all’atmosfera della grande città, alle sue mille opportunità ed agli imprevisti che spesso cambiavano le giornate. I mercati, gli spettacoli di strada e il chiasso della folla le riempivano occhi ed orecchie. Vi erano però cose in Asteria che accumunavano ogni luogo, come il Disgregamento. Qualche decina d’anni prima Laria era stata scossa da un violento terremoto, il terreno si era aperto e una frattura profonda fino al cielo sottostante l’isola aveva diviso in due la città. Per qualche oscuro motivo però il fenomeno si era interrotto improvvisamente e lo squarcio era rimasto largo circa una ventina di metri. Dopo un primo momento di paura gli abitanti di Laria avevano costruito ponti sopra la crepa e fissato i due lati con gigantesche catene metalliche, sperando di prevenire un ulteriore distacco che per fortuna non era più avvenuto. Col tempo lo squarcio si era trasformato da pericolo in curiosità ed ora la città era famosa in tutta Asteria proprio per questa sua originale caratteristica.
Eva percorse rapidamente alcuni vicoli, oltrepassò la Via degli Alchimisti fingendo di non sentire il fetore di intrugli che promettevano ricchezza e scese verso la Locanda del Gabbiano, comunemente detta il gabbiano, dove lei e suo zio avevano preso alloggio fin dal loro arrivo.
L’asse di legno su cui era inciso il volatile simbolo della locanda penzolava malamente come sempre, ma in fondo la sistemazione non era affatto male: pulita, defilata e poco frequentata. Esattamente quello di cui avevano bisogno due fatati che tentavano di non dare nell’occhio.
Eva salì in camera e trovò Matthew seduto su una sedia, intento ad osservare il porto dalla finestra. Hai scoperto qualcosa? Le chiese mentre finiva di passare il grasso sugli stivali.
A parte due spasimanti troppo focosi e una locanda da riarredare nei prossimi giorni direi di no, rispose Eva.
Il mezzelfo si mise a ridere e la guardò orgoglioso. Direi che sei entrata perfettamente nella parte dell’avventuriera, disse. Qualche mese fa probabilmente saresti finita in qualche guaio e invece ormai te la cavi perfettamente da sola.
Tu ed Alan siete stati buoni insegnanti, disse Eva accarezzando uno ciondolo fatto con una strana pietra, che forse un tempo era stata lucente ma che ora era scura e opaca come se fosse stata bruciata nel fuoco. Non potrò mai ringraziarti abbastanza per aver appoggiato con il re la mia idea di andarmene per un po’ da Arkon e vedere il mondo. In ogni caso temo che l’idea di raccogliere informazioni in locanda si stia dimostrando abbastanza infruttuosa. Sono giorni che giriamo bettole e non siamo venuti a capo di nulla.
Hai ragione, rispose Matthew infilandosi gli stivali. E’ ora di provare in un altro modo; ci vediamo questa sera. Il mezzelfo si arrotolò come al solito una fascia attorno alle orecchie a punta per non essere riconosciuto come fatato al primo sguardo e uscì dalla stanza salutando la sua compagna d’avventura. L’aura di verità che lo accompagnava come una maledizione era un notevole vantaggio quando si trattava di raccogliere informazioni; l’importante era trovare qualcuno in grado di darle.
Eva andò al mercato, in cerca di un velo che potesse fare al caso suo, e Matthew scese al porto. Il Grande Fiume si buttava dalle scogliere nel vuoto fino a raggiungere Arsia, l’isola che galleggiava sotto Phos, e riprendeva poi il suo corso oltre una grande nube di spruzzi e vapore. Lo spettacolo era incredibile.
Le merci arrivavano fin lì da tutta l’isola di Phos, trasportate dalle navi, e quindi venivano caricate su stormi di grifoni che le portavano giù, fino alle grandi vie commerciali di Arsia. Se qualcuno in città voleva organizzare una spedizione ai confini del mondo non c’era posto migliore dove cercare dei grifoni abbastanza forti e resistenti da compiere un’impresa così difficile e rischiosa.
Il mezzelfo passeggiò tra i marinai, diede uno sguardo ai falchi argentati, i migliori messaggeri di tutta Asteria, e poi scese fino alla piazza dove i grifoni venivano caricati di merci. Negli anni dell’eremitaggio l’atmosfera caotica di luoghi come questo aveva finito per mancargli e ora ne assaporava volentieri il continuo vociare e l’andirivieni mentre cercava con lo sguardo una persona in particolare. Volare fino alla volta celeste e raggiungere il sole necessitava di almeno quindici cavalcature, perché il viaggio era lungo, ricco di imprevisti e il lanternonomo avrebbe sicuramente voluto portare parecchi strumenti con sé. I mercanti della città in grado di cedere così tanti grifoni senza compromettere la propria attività non riempivano le dita di una mano.
C’era Phoebus, famoso per la sua taccagneria, e Lidius, conosciuto per la passione per le donne, ma la persona giusta probabilmente era Magnus, il più ricco e quindi il più avido; per la giusta cifra avrebbe venduto anche sua madre. Aveva un banco in mezzo alla piazza ed era sempre intento a contare monete, che i suoi servitori portavano via in scrigni dalle vistose serrature. Matthew riguardo la ricchezza aveva preso dal suo genitore fatato e mal sopportava il denaro e chi lo accumulava come se avesse di per sé valore, ma il mondo degli uomini funzionava secondo leggi precise.
Il mezzelfo però non si avvicinò al mercante ma andò dritto verso un mendicante che passava sempre la sua giornata poco distante da lì, appoggiato ad un albero. Ho bisogno di un’informazione, gli disse tirando fuori una manciata di monete. Se mi risponderai a dovere sarai ben ricompensato. Vorrei sapere se hai visto un vecchio con una lunga barba bianca, degli occhiali ed un mantello con ricamate sopra delle stelle ed il sole avvicinarsi a Magnus nei giorni scorsi.
Il mendicante guardò con fare stupito Matthew, poi si concentrò sulle monete. Si, rispose, proprio oggi ho visto un uomo che corrisponde alla tua descrizione. E’ passato verso mezzogiorno ed ha parlato a lungo con il mercante; poi se n’è andato con faccia soddisfatta.
Sono un tipo fortunato, disse il mezzelfo, e quest’oggi anche tu, continuò rovesciando le monete nelle mani del mendicante.
Matthew andò a sedere in un angolo della piazza, attendendo che qualcosa si muovesse con la calma di chi ha davanti a sé ancora qualche centinaio d’anni per vivere appieno.

3 commenti:

MatTone ha detto...

Molto bello, ora scappo e quindi ho letto solo la prima puntata, ma direi che scrivere aiuta a scrivere:
secondo me stai migliorando sempre nello stile.
Compliments!
Parabens!
:-D

Linus ha detto...

wow, complimenti pesanti i tuoi ;)

Anonimo ha detto...

ma lino....non pensavo fossi cosi bravo!la ricchezza dei particolari rende tutto cosi coinvolgente!sembra a momenti di essere li!!bravo!