Il mattino successivo Eva riprese coscienza e si guardò attorno con aria evidentemente confusa; Alan le spiegò con calma cosa era successo, cercando di non spaventarla più di quanto già non lo fosse.
Matthew diede ad entrambi qualcosa da mangiare e quando ebbero finito di fare colazione chiese alla principessa chi fosse e cosa ricordasse esattamente della sera precedente.
Sono la principessa di Arkon e mia madre era una mezzelfa, rispose piano Eva. In un certo senso ho ereditato da lei una pietra magica e tutte le responsabilità che essa si trascina dietro. Per ora nulla che una ragazza abituata ai corteggiamenti dei cavalieri ed alle schermaglie della politica nobiliare riesca a gestire.
Viaggio verso nord per capire come quest'oggetto possa essere governato e come possa proteggere il mio popolo da un destino sanguinario.
Ieri sera è successo tutto molto in fretta, troppo perchè riuscissi a mantenere il controllo. Ho preso in mano la scheggia di stella, mi sono comportata come le altre volte ma un bruciore incredibile si è diffuso in tutto il mio corpo senza che riuscissi ad oppormi, come se stessi andando a fuoco. Poi sono svenuta.
Capisco, rispose Matthew. Ti consiglio di non prendere mai più in mano quell'oggetto perchè rischieresti ancora la vita. Il tuo sangue misto non è abbastanza puro per padroneggiare la magia e quindi è lei a prendere il sopravvento appena scorge una debolezza nella tua volontà.
Paradossalmente sarebbe meglio se fossi completamente umana, perchè almeno non offriresti a quell'oggetto alcun appiglio per aggredirti ed entrarti dentro.
Non è un problema di pratica o di addestramento: nulla potrebbe mutare il tuo sangue in un verso o nell'altro. E' come se chiedessi alla neve di non sciogliersi in primavera o alle nuvole di non viaggiare in cielo sospinte dal vento. E' la natura stessa a esporti al pericolo e nessuno può niente contro di lei.
Alan, più o meno come gli altri giorni, era sbigottito per quanto aveva appena sentito. Il mondo aveva preso ad essere avventuroso, si era riempito di incantesimi, arcani poteri e intricate macchinazioni.
Era come se, scostato un sottile velo di noia e banalità, il cacciatore si fosse reso conto che la vita era completamente diversa e gli potesse riservare mille sorprese.
Perchè dovremmo credere ad un eremita perso da anni nel bosco? Non ti conosciamo e potresti anche aver inventato tutto.
Matthew sorrise, guardando Alan come si guarda un bambino ingenuo, che deve imparare molto dalla vita. Non tutti i mezzelfi ricevono doni mirabolanti dal sangue fatato. In alcuni casi il potere prende la forma di una maledizione da cui non è possibile liberarsi.
Un tempo vivevo fra gli uomini, ma la mia presenza causava litigi e dispiaceri a coloro che mi stavano vicino, perchè coloro che ascolto non possono mentire. Mai e per nessun motivo.
Ancora adesso mi pento dei danni che ho causato alle comunità in cui mi sono fermato: fidanzati che si lasciavano, lavoratori che venivano licenziati dai loro padroni, artigiani scacciati dai villaggi. La società umana non si regge sulla verità ma sulla menzogna e quindi ho deciso di uscirne per il bene di tutti. Il mio lupo è un amico a cui non devo temere di far male per colpa del mio sangue.
Non ve ne siete accorti? Sia oggi che ieri sera mi avete rivelato cose che non avreste mai detto ad uno sconosciuto, come se fossi il vostro più stretto confidente.
Alan ed Eva si guardarono l'un l'altro, realizzando che Matthew aveva ragione.
Comunque non ho ancora risposto alla vostra domanda, continuò l'eremita.
Il fatto è che nemmeno io sono immune a questo potere e quindi a mia volta non ho altra scelta che dire il vero. E' per questo che dovreste credermi.
Quindi appartieni al popolo fatato, lo incalzò Alan.
Si, ma non devi preoccuparti. Gli uomini hanno deciso di descriverci come esseri mostruosi nelle favole per mandare i propri figli a letto più in fretta, ma siamo come qualunque altro popolo. Ognuno di noi esercita il libero arbitrio.
Eva era molto triste. Saresti disposto a bradire la scheggia di stella contro le orde barbare al mio posto? Il popolo di Arkon ha bisogno di un salvatore.
No principessa, disse Matthew. Non mi ergerò a giudice tra due popoli per decidere chi debba possedere la terra buona, dove i raccolti crescono copiosi, e chi invece debba fuggire tra le montagne aride e fredde.
E' vero, voi siete arrivati per primi, è anche merito vostro se i campi sono privi di pietre e pieni di alberi da frutta, ma il Disgregamento del mondo ha cambiato le carte in tavola e ora i luoghi in cui i popoli possono vivere bene sono sempre meno. Andate e combattete per ciò in cui credete, io ho scelto diversamente molto tempo fa.
In silenzio Eva e Alan uscirono dalla casa, montarono a cavallo e ripresero il proprio cammino.
venerdì 21 settembre 2007
Schegge di stella (17)
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4 commenti:
Bello! Intrigante questa puntata, perchè, a differenza delle altre, ci mette anche un qualcosa che non avevo mai letto in nessun libro fantasy (e ne ho letti molti).
Brào Jones, continua così!
Grazie, ma cosa hai visto di particolare?
complimenti! interessante il discorso dell'eremita: gli invasori come persone piú sfortunate!
il potere dell'eremita, un'analisi delle conseguenze che un potere del genere comporta, la denuncia dell'ipocrisia su cui si basa il mondo umano, e, visto ma sempre troppo poco, il discorso che ha notato magu, ovvero che nelle guerre è molto raro ci siano buoni e cattivi, ma semplicemente poveracci contro poveracci
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