I cavalieri si accorsero rapidamente del nuovo viandante, accelerarono il passo e lo raggiunsero. Alan non aveva affatto le idee chiare su chi fossero i buoni ed i cattivi ma lasciò comunque il cavallo e si avvicinò alla strada per intervenire se ce ne fosse stato bisogno. Mentre quello che sembrava il capo dei soldati iniziò a parlare l'elfa scostò il cappuccio dal viso. Alan rimase se possibile ancor più sorpreso di quanto già non fosse quando riconobbe la ragazza scorbutica del giorno prima, che era anche l'elfa della radura. A questo punto nulla avrebbe potuto convincerlo che qualcosa meno del destino si stesse muovendo attorno a lui.
Dopo qualche secondo di parlottio i soldati ripresero il cammino e si allontanarono velocemente mentre l'elfa scese da cavallo per una sosta.
C'erano troppe piste da seguire anche per un cacciatore esperto e Alan si fece guidare nella scelta dagli splendidi occhi della creatura fatata.
Era incredibile quanto in realtà assomigliasse a una normale ragazza. Non aveva nemmeno le orecchie a punta e dall'espressione del viso sembrava avesse qualcosa di molto serio a cui pensare. Forse era accaduto qualcosa di brutto.
No, non avrebbe abbassato la guardia ora. Ripensando a quanto era stata scontrosa il giorno prima ed alla minacciosa magia di cui era capace quella strega il cacciatore tirò un gran sospiro, prese il coraggio a due mani ed usci dal bosco sulla strada.
Buongiorno mia signora. Questa notte è passata meglio della precedente?
Eva rimase di stucco nel rivedere il giovane cacciatore sulla strada ma era meno agitata del giorno prima e tutto sommato il giovane non le aveva fatto alcun male.
Buongiorno a voi signore, vedo che frequentate questa via ogni giorno.
Alan abbozzò un sorriso, gettò uno sguardo alla bisaccia che sapeva contenere parte del potere della maga e si avvicinò lentamente.
Sono un cacciatore e quindi per me è normale frequentare il bosco in cerca di animali. E voi? Non è imprudente girare così da sola? Da quando un anno fa la regina è stata uccisa tutti si aspettano una discesa delle orde dalle montagne.
Si, è vero, per questo ieri sono stata così scontrosa. Temevo foste qualche malintenzionato.
E ora? disse il cacciatore, non avete più paura di me signora?
Un pò meno in realtà, rispose la principessa. Penso che se aveste voluto farmi del male lo avreste già fatto ieri.
Effettivamente avete ragione signora, i malintenzionati non perdono occasioni per procurarsi del denaro.
In ogni caso voi sembrate una nobildonna e nemmeno io navigo nell'oro. Forse vostro marito mi offrirebbe una lauta ricompensa se vi riaccompagnassi a casa sana e salva.
Alan notò un baluginio provenire dalla bisaccia della principessa mentre Eva si irrigidiva.
Diretto e concreto come lo deve essere un uomo che vive d'espedienti, disse Eva un pò delusa dalla richiesta del cacciatore. Era abituata schiere di giovani e prestanti cavalieri pronti a morire per lei che non le avevano mai chiesto alcunché se non un sorriso.
Quindi dovrei fidarmi ed assoldarvi quale guardia del corpo per la giornata, disse la principessa, sperando che la vostra vista tenga lontani i malandrini.
Il mio nome è Alan, mia signora, e offro la mia spada agli amici senza alcuna condizione, ma non credo che dieci monete d'oro rovineranno chi ha comprato il bel vestito che portate.
Il mio nome è Eva e da ieri apprezzo molto le persone franche come voi. Meglio sapere da subito cosa mi riserverà il destino. Si, non mi dispiacerebbe fare un pò di strada assieme e la mia famiglia non avrà problemi a compensarvi adeguatamente. In verità non ho un marito, ma mio padre vi sarà grato.
Il baluginio che filtrava dalla bisaccia cessò improvvisamente.
Non era stato facile per Alan inventare un storia credibile su due piedi, che non insospettisse l'elfa, ma per fortuna tutto sembrava andare per il meglio. Alan si rilassò e andò a recuperare il cavallo nel bosco.
martedì 11 settembre 2007
Schegge di stella (9)
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