martedì 4 settembre 2007

Schegge di stella (5)

In fondo si trattava solo di una semplice locanda.
Era la prima volta che Eva sarebbe entrata in un posto del genere e ripetersi questa frase era il modo migliore che aveva trovato per cercare di tranquillizzarsi. Del resto che occasioni poteva aver avuto per frequentare taverne e osterie? Una principessa non fa la cameriera per sbarcare il lunario e l'etichetta prescrive che almeno due araldi la accompagnino nei viaggi per approntarne l'arrivo al castello più vicino.
Col cuore in gola si avvicinò rapidamente alla porta, toccò la maniglia come per entrare ma d'un tratto grida e schiamazzi provenirono dall'interno e lei si bloccò improvvisamente. A corte giravano un sacco di storie su quella locanda malfamata: risse, uomini ubriachi, malfattori in cerca di soldi facili. Eva non si sentiva affatto pronta a qualcosa del genere: che avrebbe fatto in una bettola della peggior specie? Era fuggita dal castello e non voleva trovarsi in una situazione ancora peggiore. Indossava vestiti da nobile e chiunque là dentro avrebbe capito che qualcosa non andava, magari qualche pendaglio da forca l'avrebbe anche riconosciuta.
Pensando alla sua terribile giornata risalì a cavallo e si inoltrò nel bosco nonostante ormai stesse scendendo la notte. Dopo circa mezzora di cammino una piccola radura le si aprì dinanzi e decise che poteva essere un buon posto per passare la notte. Si riparò dal freddo dell'inverno rannicchiata sotto delle frasche e cercò di prender sonno.
Eva battè i denti per qualche minuto ma poi, in maniera inspiegabile, la sua sacca iniziò ad emanare un piacevole tepore che si diffuse in tutto il corpo e le permise di dormire profondamente fino all'alba.
Quando aprì gli occhi la principessa si trovò di fronte ad uno spettacolo incredibile: durante la notte era scesa la prima neve dell'anno ricoprendo il bosco di un manto bianco ma la radura in cui lei si era rifugiata era rimasta verde ed accogliente. Eva capì che la scheggia di stella l'aveva in qualche modo protetta dal gelo e la tirò fuori dalla sacca, quasi per ringraziarla.
All'interno della pietra danzava una fiammella calda ed allegra che sembrava quasi ammiccarle. Eva ne rimase incantata e guidata da una forza misteriosa si gettò in un ballo spensierato sull'erba, come un satiro a primavera.
Tutto sommato per ora questa magia non era così male, anzi.
La principessa si sentiva decisamente meglio del giorno prima e decise di ritornare a palazzo per parlare di nuovo con suo padre. Non sapeva se sarebbe riuscita a proteggere il suo popolo ma questa strana pietra le dava una fiducia che non aveva mai provato prima.

2 commenti:

Baro ha detto...

ma questo è uno di quei "blognovel" li' che piacciono ai giovani? e se lo seguissi? potrebbe mordermi?

Anonimo ha detto...

mi piace! aspetto la prossima puntata