martedì 25 settembre 2007

Schegge di stella (19)

Il vecchietto, che si presentò come Esculapius il lanternonomo, condusse Alan ed Eva fino in cima alla torre, nella sala adibita al telescopio. I tre si sedettero attorno ad un tavolo rotondo su cui era appoggiato un piedistallo d'argento che a sua volta sorreggeva una sfera blu notte punteggiata di fessure.
Insomma voi sostenete di avere con voi una scheggia di stella, esordì lo studioso. Sapete da dove proviene l'oggetto di cui state parlando?
Alan non era affatto entusiasta di come stava andando l'incontro e il vecchietto gli sembrava un tipo eccentrico che abitava una bicocca, abbastanza differente dal grande saggio che si aspettava di trovare.
Ecco, a dir la verità abbiamo più di un'idea, disse il cacciatore, e ci piacerebbe essere presi seriamente. Lei è realmente sicuro che sia questa la sede locale della Gilda di cui parlava prima e non un altro edificio a qualche lega da qui?
Esculapius si mise a ridere. E' sempre stato così. La gente non ascolta quel che dici, ma osserva la cattedra da cui parli. In ogni caso, visto che sei mio ospite, ti pregherei di usare maggiore cortesia ed ascoltare pazientemente le parole di un vecchio rimbambito.
Questo che vedete in mezzo al tavolo è un modello del creato. Come già sapete Asteria è una terra piatta, che fluttua all'interno di un'immensa sfera blu: la volta celeste.
Lo studioso con un abile gesto delle dita toccò un punto preciso del globo e questo ruotò su sè stesso, aprendosi fino a mostrare una serie di piccole isole.
Tutto il sistema era sicuramente collegato a qualche orologio meccanico perchè le terre in miniatura si muovevano disegnando precise orbite dentro la sfera.
Quelle che normalmente vengono chiamate stelle cadenti per non confondere la gente comune, continuò il lanternonomo, in realtà sono oggetti filtrati attraverso le stelle dall'esterno della volta e che poi cadono verso la terra.
Si tratta di fenomeni impossibili da prevedere e ogni lanternonomo vorrebbe avere a disposizione una stella cadente, o almeno una sua scheggia, e poterla studiare.
Stai dicendo che la pietra viene da un altro mondo? Disse Eva.
Non esattamente, rispose Esculapius, dico che viene da fuori del mondo. Posso vederla da vicino?
La principessa prese la bisaccia e la passò al lanternonomo che con cura ne estrasse la scheggia di stella.
Lo studioso osservò la pietra con attenzione, come un bimbo felice per un giocattolo nuovo.
Immagino che non siate venuti fin qui solo per mostrarmi quest'oggetto, continuò Esculapius.
Certo, disse Alan. Dobbiamo riuscire a governare la magia racchiusa in quella pietra.
Ah, capisco, mirate al suo potere, disse il lanternonomo.
No, lo interruppe Eva, per tutto quel che è successo se potessi getterei la scheggia da questa scogliera, sperando che precipiti fino al fondo del cielo, trovi una fessura e ricada da dove è venuta. Ma non posso. La principessa raccontò tutta la sua storia al lanternonomo, sperando di convincerlo ad aiutarla, e il vecchio studioso ascoltò in silenzio.
La magia di questo oggetto ha un potere enorme, disse Esculapius, e quindi riversa un'enorme responsabilità su chi la usa. Mi fiderò di voi e vi dirò quel poco che so.
Gli antichi libri dicono che le schegge di stella sono dotate di volontà propria, quasi fossero creature senzienti. A questo punto, ma questa è solo una mia vecchia teoria, possono verificarsi tre circostanze: le si domina, ma come già sai questo è possibile solo ad un fatato, ne si è dominati, cosa estremamente pericolosa, oppure se ne diventa amici. Più o meno come con qualsiasi creatura vivente sia possibile intendersi.

6 commenti:

MatTone ha detto...

insomma, una pietra dell'altro mondo...
se volessi vederci D&D3, penserei ai cristalli psionici, o come diavolo si chiamano

MatTone ha detto...

ma sono l'unico a commentare?
ok, non sono commenti profondi, ma se qualche altro lettore/lettrice lasciasse la sua opinione, potremmo discutere e magari pure litigarci sopra!
:-D

Anonimo ha detto...

commento anch'io...
c'era un racconto con protagonista zio Paperone e Paperino che narra di un mondo popolato da pietre viventi. Nel racconto le pietre non erano molto amichevoli, soprattuto con Paperone che voleva diventare il novello Colombo dello spazio.

MatTone ha detto...

ah, bene!
così vi voglio!
Attivi, propositivi, con lo zucchero che viaggia!
Lascio da parte la mia naturale antipatia per quello &%£"/%"£% di zio Paperone e faccio una domanda retorica (nel senso che è senza speranza): ti ricordi che numero era?
Così vado a leggerlo e possiamo organizzare un seminario cultural/filosofico dal titolo "le pietre senzienti nella letteratura moderna"...

Anonimo ha detto...

al momento non ricordo il numero, peró posso cercarlo. Nella storia Paperone visita, navigando nello spazio con la Paperonia, diversi pianeti, tra cui il Pianeta delle Pietre. Cerco di comunicarvi a breve il numero.

Linus ha detto...

grazie del vivace dibattito raga! Magu,se vuoi votare...