giovedì 22 novembre 2007

Schegge di stella (42)

Alan, Francesca ed i barbari arrivarono in vista delle Colline nebbiose nel giro di due giorni.
Il cacciatore era contento perchè il braccio gli dava meno fastidio ed iniziava a muoverlo meglio, ma non gli era venuta alcuna idea decisiva per risolvere lo squilibrio delle forze in campo a loro favore.
Quella è la nostra meta, disse Alan indicando i banchi di nebbia che si stagliavano davanti a loro oltre il fiume, ma prima di addentrarci là dentro penso sarebbe meglio che sapeste alcune cose.
Ci aspetta una torre abitata da un fatato oscuro, malvagio e dotato di grande potere. Capisco che vi possa sembrare incredibile, fino a qualche settimana fa anch'io non ne avevo visto nessuno, ma ora ne conosco addirittura tre ed ho imparato che tutto quel che si dice sulla forza della loro magia è vero. L'Elfo Nero, la creatura che ci troveremo davanti, è invincibile in battaglia e può ucciderci tutti anche da solo. E' stato lui a rompermi il braccio e mi sono salvato solo grazie ad un colpo di fortuna.
Questo è un tentativo disperato e molto probabilmente chi vi parteciperà non tornerà indietro.
Nessuno si aspettava un discorso così pessimista ed i guerrieri si guardarono tra loro.
Non credo che il nostro numero sarà decisivo, continuò Alan, e nessuno si deve sentire in colpa rifiutando di partecipare ad una missione quasi impossibile.
Io verrò, disse subito Francesca, a maggior ragione dopo quel che hai detto. Non conta essere dei guerrieri nè degli avventurieri ma solo cogliere l'occasione, se ne avremo la possibilità.
Alan non sembrava affatto felice di questa presa di posizione e stava evidentemente per rifiutare l'offerta di Francesca, ma Manuela rise fragorosamente.
Non credevo che tu fossi così coraggiosa, disse alla giovane bibliotecaria. Arrivati a questo punto Alan non hai alcun diritto di dire a questa ragazza cosa deve fare. Maschi presuntuosi come te non hanno vita facile nella mia tribù. Verremo entrambe con te e combatteremo come se Arkon e le genti del nord fossero alleate. Credo che anche questo possa essere un passo importante per cambiare il nostro futuro. Del resto non c'è tempo per pensare o attuare altri piani, questa è l'unica possibilità che abbiamo.
Dopo aver detto questo la barbara si girò verso i suoi suoi uomini e vide che nessuno di loro aveva la minima intenzione di abbandonare. Avevano tutti persone a cui volevano bene che erano messe in pericolo dalla guerra e per cui erano disposti a qualunque sacrificio.
Alan non disse più nulla e si diresse verso la nebbia, concentrato come per la battuta di caccia più importante della sua vita. Il suo addestramento era stato lungo e difficile perchè il maestro l'aveva voluto con sè fin da quando aveva otto anni ed ogni giorno gli aveva posto nuove sfide da superare. Aveva imparato ad usare la spada fidandosi solo del suo istinto, si muoveva silenzioso come un felino e riusciva a seguire le tracce correndo a perdifiato ma nulla di tutto ciò sembrava essere d'aiuto ora. Stava portando i suoi compagni incontro alla morte e questo lo rendeva tremendamente triste.

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