Quando sentirono dei passi avvicinarsi Matthew prese per mano Eva e fecero assieme un passo oltre la vista. Era meglio essere prudenti perchè una qualsiasi inserviente sarebbe potuta entrare al posto del re e il loro piano avrebbe potuto saltare.
La porta si aprì e un vecchio dall'aria stanca si diresse verso il letto: come Matthew intuì dall'espressione della principessa si trattava del padre di Eva e pareva pieno di preoccupazioni come qualsiasi altro re del mondo.
Eva avrebbe voluto correre incontro a suo padre ma il fatato le strinse forte la mano e la bloccò appena prima che i contorni del mondo tornassero definiti. Matthew aveva notato qualcosa di pericoloso: il re portava al collo il medaglione con la spada. Qualcosa non andava.
La principessa era disorientata e il fatato la strinse a sè, per cercare di calmarla ed impedirle di piangere. Erano invisibili ma il re poteva sentire qualsiasi rumore appena più forte di un sussurro che avessero provocato.
Passarono istanti lunghissimi e piano piano Eva riprese il controllo. Re Claudius si sedette allo scrittoio ed iniziò a lavorare finchè qualcuno bussò alla porta e venne invitato ad entrare.
Si trattava di un uomo che Eva non aveva mai visto a corte ma si avvicinò al re come avesse una certa familiarità con lui.
Buonasera sire, disse in modo affabile. Quando pensate di indire la prossima adunata del Consiglio? La nostra offerta ha tempi stretti e s'impone una decisione. Come sapete le orde barbare sono state avvistate a nord e non avete la forza di resistere da soli. Il fatto che abbiate aderito ufficialmente all'Ordine della spada non ha ancora piegato la volontà di quei vecchi ed è ora di fare il passo finale. Dateci la Scheggia di stella e noi fermeremo i vostri nemici.
A quanto sembrava il re stava venendo ricattato e in un certo senso sia Matthew che Eva ne erano sollevati. Attesero che lo sconosciuto uscisse dalla stanza e fecero entrambi un passo avanti verso il mondo per palesarsi.
venerdì 23 novembre 2007
Schegge di stella (43)
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