venerdì 30 novembre 2007

Schegge di stella (50)

La sala dell'alto consiglio di Arkon era occupata da dodici semplici scranni in legno massiccio rivolti verso il centro della stanza; le pareti bianche erano interrotte da finestroni alti e stretti che creavano delle lame di luce a tagliare la penombra. Null'altro che potesse distrarre i presenti da importanti decisioni riguardo il destino del regno era stato posto nella stanza.
Ad Arus, delegato presso Arkon dell'Ordine della spada, la stanza era sempre sembrata un pò spoglia e si era convinto che una lama piantata al centro della sala sarebbe stato un completamento simbolico ideale, un monito conficcato nello sguardo di chi governava Arkon.
Gli undici anziani entrarono nella sala prendendo posto ed a loro seguì re Claudius, che si sedette per ultimo seguendo un antico cerimoniale.
Il delegato si accorse immediatamente che il re non portava il medaglione dell'Ordine come invece aveva fatto in altre occasioni durante i giorni scorsi, ma pensò che poteva essere una buona idea mantenere una certa indipendenza di facciata durante il consiglio.
In fondo oggi il sovrano avrebbe dovuto cedere il più grande tesoro del regno ed era meglio evitare che il suo legame di sudditanza verso l'Ordine fosse troppo esplicito.
Ad Arus era concesso di rimanere in piedi nei pressi della porta durante ogni seduta, un privilegio che non era mai stato concesso prima a nessun altro. Quando un'uomo incappucciato entrò nella stanza e si posizionò ad un paio di metri da lui il delegato dell'Ordine si inquietò ma cercò di mantenere una calma apparente. In fondo il loro piano era ben congegnato e non c'era nulla da temere visto che l'esercito delle orde barbare stava calando da nord.
Il re prese la parola. Vi ringrazio di essere qui oggi, disse. Sapete tutti che l'Ordine della spada ci ha offerto il suo aiuto per fermare l'avanzata del nemico. In realtà non si è trattato di una proposta, ma di un vero ricatto che purtroppo non ci lasciava molta scelta.
Arus rimase raggelato da questa frase e tra gli anziani si scatenò un certo brusio.
Re Claudius, in modo decisamente teatrale, chiese all'incappucciato di avanzare e di occupare il centro della stanza, mettendosi più o meno il punto che il delegato dell'Ordine aveva già destinato alla lama.
Matthew si tolse il cappuccio e una buona metà degli anziani si alzò in piedi appena lo riconobbe.
Il fatato è tornato, disse Claudius, e con lui la speranza di evitare questa guerra senza doverci piegare all'Ordine della spada.

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