domenica 25 novembre 2007

Schegge di stella (44)

Re Claudius rimase ammutolito quando vide sua figlia e Matthew apparire dal nulla davanti a lui. Figlia mia. Sussurrò alzandosi in piedi. Cos'è accaduto? Dove sei stata?
Subito dopo il sovrano si girò verso il fatato e assunse un'espressione ancor più stupita.
Matthew, speravo di non rivederti mai più, ma ti ringrazio di avermi riportato la mia bambina viva.
Eva abbracciò suo padre ma appena gli sentì pronunciare il nome del fatato si irrigidì e fece un passo indietro allontanadosi da entrambi. Voi vi conoscete?
C'è un motivo per cui non te l'ho detto, disse il fatato. Io e re Claudius non ci vediamo ormai da dieci anni. Volevo parlartene mentre venivamo qui ieri ma poi ho pensato che sarebbe stato meglio se il nemico non fosse venuto a conoscenza di alcune cose.
Cosa stai dicendo? Disse Eva visibilmente arrabbiata. Io non sono il nemico ma inizio a pensare che tu non stia dalla mia parte. Di certo non avrai la pietra comportandoti in questo modo.
Il re era assolutamente disorientato da quel che gli stava accadendo attorno: il fratello della regina, sua moglie, era tornato dopo che lui l'aveva scacciato molti anni prima, per qualche strana ragione sua figlia l'aveva incontrato ed ora si erano introdotti entrambi di nascosto nelle sue stanze.
Eva si tolse la bisaccia dalla spalla per prendere la pietra magica e Matthew le si buttò immediatamente addosso facendola cadere per terra. Il fatato era un combattente esperto e tentò di immobilizzarla ma la principessa, con una forza sovrumana, scagliò via il suo avversario.
Matthew fece per rialzarsi ma Eva gli fu addosso in un attimo e lo strinse con violenza al collo per soffocarlo. Il viso della ragazza era stravolto da lineamenti crudeli ed il fatato iniziava a perderei sensi.
Improvvisamente fu però Eva ad accasciarsi al suolo. Suo padre l'aveva colpita da dietro alla testa.
Da fuori si iniziarono a sentire dei passi ed una voce chiese se ci fosse bisogno d'aiuto.
Non preoccupatevi, disse re Claudius, una sedia con dei libri è caduta. Non voglio essere disturbato.
Chiunque fosse se ne andò senza fare altre domande e dopo pochi istanti il sovrano si rivolse a Matthew: in passato hai già portato immense sventure sulla mia famiglia e non ti consentirò di farlo ancora. Dimmi subito che è successo a mia figlia e quale oscura magia si è impossessata di lei. Te lo chiedo in nome della mia amata sposa, tua sorella.
Matthew era così triste che le lacrime gli rigarono il viso ed iniziò a parlare singhiozzando.

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