lunedì 20 agosto 2007

Alto Egitto-Marsa Alam

Persino le nostre guide egiziane erano straniere in quel deserto e venivano da così lontano da non sapere nemmeno i nomi dei luoghi dove ci stavano portando.
I veri nativi spesso non parlano l'arabo, non hanno un'identità registrata sulla carta, e l'Egitto è solo una scritta su una mappa dai confini irreali, un luogo da cui arrivano emigranti in cerca di lavoro e turisti a cui dire: "ITALIA 1!", come nella pubblicità.
E' così dappertutto in Africa?
Nel villaggio turistico non c'erano bottiglie da comperare e dopo ore nella polvere del deserto la sete era tanta. Dopo un pò la nostra carovana si è fermata e come in un miraggio si è materializzata la bancarella dell'acqua: ogni mezzo litro costava un patrimonio.
Mi sentivo come in gabbia e mi sono tenuto la sete, non tanto per i soldi quanto per uscire dalla batteria in cui mi avevano infilato come una gallina a far l'uovo/aprire il portafogli.

Nessun commento: