martedì 21 agosto 2007

El tren

A volte si pensa che lo sviluppo di un popolo debba seguire un sentiero prefissato e che vi siano delle tappe imprescindibili (la ruota, la democrazia, internet) per una serie di conquiste successive.

Il Brasile ha deciso di saltarne una e di fare a meno dei treni: una manciata di strade ferrate e locomotive spesso vecchissime è tutto quel che si può trovare in un paese immenso, in cui i collegamenti sono vitali per il progresso.
Il Brasile sente un vero e proprio richiamo per lo sviluppo e per il raggiungimento degli status symbol del benessere, così forte da scrivere sulla bandiera "ordem y progresso" e preferire quasi sempre, all'acquisto di beni di prima necessità, una parabola ed un televisore. In quest'atmosfera di tensioni ed aspettative pensare che si rinunci alla strada ferrata, presente in tutti i paesi sviluppati, è realmente incredibile.
In realtà, da buon turista ebete nemmeno avevo fatto caso alla mancanza della ferrovia e mi scontrai con questa strana realtà solo quando mi proposero di prendere “el tren”, messo in funzione dall'imperatore Don Pedro segundo nell'800.
Si tratta di un'attrazione così strana e unica che i brasiliani salgono sul treno lumaca come se fosse un Luna Park e la guida turistica passa il suo tempo ad avvertire i passeggeri che sporgersi dalla finestra può causare un incidente serissimo! Per un europeo è come vedere un asilo all’assalto di un parco giochi in cui il must è farsi foto a vicenda fuori dal finestrino. (ovviamente esattamente quel che era proibito fare ;))
Se un paese ansioso di dimostrare a tutti di non appartenere al terzo mondo come il Brasile persisteva nell’idea di non dotarsi della ferrovia nonostante tutte le nazioni più sviluppate ne abbiano una (prima o poi in Italia faremo anche sta TAV!) ci doveva essere una ragione forte, che in realtà era sotto gli occhi di tutti: gli autobus.
Il Brasile è servito da alcune enormi compagnie di autobus, che gestiscono non solo i collegamenti tra le città, ma anche quelli tra gli stati utilizzando delle procedure simili a quelle degli aeroporti. Ci sono gate per l’accesso e l’autista che arriva con la sua valigetta e la divisa impeccabile sembra un comandante d’aereo, che guida/pilota in una specie di cabina chiusa da una parete. I passeggeri nemmeno vedono la strada, esattamente come quando si vola.
Provate a spiegare a queste aziende che ora si va in treno!

Nessun commento: