giovedì 30 agosto 2007

Schegge di stella (3)

No padre! Mi hai nascosto la verità su mia madre e ora vuoi che parta nella notte con uno sconosciuto per cercare di trasformarmi in una strega del fuoco. Ti rendi conto di quel che chiedi?
Prima d'ora non avevo mai visto questa strana pietra luminosa e ho passato gli anni a studiare politica ed araldica cercando di diventare la miglior principessa possibile. Non so nulla del popolo fatato e della sua magia! Gli uomini non possono fare mirabilie come gnomi, elfi e folletti, perché non hanno sangue fatato nelle vene.
Se possibile il re divenne ancor più serio e preoccupato. Su questo hai pienamente ragione figlia mia, ed è per questo che nessun altro nel nostro piccolo regno potrebbe sperare di comunicare con la scheggia di stella.
Il viso di Eva abbandonò improvvisamente la paura e la sofferenza per lasciar spazio allo stupore. Il re aveva appena detto qualcosa di incredibile e prese ad incalzarla nuovamente.
Ricordi quando eri piccola e ti tagliasti nel bosco con la spada? Il sangue sembrava non fermarsi mai, rischiasti la vita per una ferita minuscola. E tua madre? Ricordi come odiasse aghi e coltelli? Non hai studiato le storie di Boscoscuro di Tule, della sua signora e del popolo magico ma questo dovresti saperlo: il sangue fatato rende mortalmente vulnerabili al ferro e un taglio qualsiasi può uccidere un fauno o una driade. E' il prezzo del potere forse.
Tua madre era senza dubbio la più bella donna del regno, dotata di un fascino incredibile che colpiva chiunque la incontrasse, e tu hai ereditato la stessa bellezza.
Sei una mezzelfa figlia mia, come lei.
Il mondo di Eva stava crollando proprio come Asteria, ma ad un ritmo pazzesco. Il re capì che sua figlia aveva bisogno di stare sola ed uscì in silenzio dalla stanza.
Al mattino successivo Eva scese nelle stalle senza avvisare nessuno, prese il suo cavallo e imboccò la via Nord in cerca di silenzio e solitudine.

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