mercoledì 22 agosto 2007

Monaco Sonnenfinsternis 1999

Un brivido di freddo improvviso, un colpo di vento e l’ombra grigia sulla città per una decina di secondi.
Tentavo di imprimere nella memoria ogni istante di quell’evento, assorbendo ogni sensazione disponibile, ogni immagine e ogni reazione delle persone che mi stavano intorno. Era come se il mondo stesse trattenendo il fiato nell’attesa del sole mentre tutti guardavano in alto, alcuni urlando altri in silenzio.
Monaco quel giorno ma anche la notte precedente era stata una vera bolgia, piena di giapponesi con i loro bazooka fotografici, di artisti di strada che guidavano la festa e l’attesa, colma di tensione spesa nel montare in strada telescopi e postazioni varie.
Normalmente avremmo vissuto l’esperienza in maniera più distaccata, ma Monaco era un posto in cui la gente era venuta in massa apposta, anche da lontano, e quindi l’energia che respiravamo nell’aria era quella dei grandi eventi. Come migliaia di altri ragazzi non eravamo nemmeno andati a dormire la notte precedente.
I telegiornali ci bombardavano con servizi sull’eclissi di sole da giorni, raccomandando alla gente di non fissare il sole senza filtri adeguati, perché gli occhi avrebbero potuto rovinarsi, ma quando il disco iniziò a scomparire per trasformarsi in un anello di luce le persone semplicemente guardarono in alto, senza preoccuparsi d’altro.


1 commento:

Anonimo ha detto...

anch'io ero a Monaco per l'eclisse, peró ero allo stadio: mentre attendavamo che il sole sparisse gruppi di tutto il mondo mostravano ai presenti come nel loro paese di origine veniva vissuta un'eclisse. Per prepararmi all'evento rilessi Notturno di Asimov...